Primarie centro sinistra. Simona Atzeni, Psi, ha presentato il suo programma.


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di Antonella Soddu

Tempo di primarie per il centro sinistra, anche in Sardegna. Infatti, queste, si terranno il 29 Settembre e vedranno in campo cinque esponenti, Francesca Barracciu, Roberto Deriu e Gianfranco Ganau del Pd, Simone Atzeni del Psi e Andrea Murgia, indipendente, autosospeso dal Pd dopo la mancata elezione di Prodi al Quirinale. Depositate le firme, tutte convalidate dal comitato dei garanti, il nostro compagno Psi Simone Atzeni ha, giovedì 5 Settembre presentato ufficialmente la sua candidatura e, cosa più importante, il suo programma per la guida della regione nel prossimo quinquennio.   Finora è l’unico candidato ad aver presentato delle serie e concrete proposte che, forse, i più potranno anche ritenere forti e impraticabili, cose per altro non vere se si valuta nel complesso la situazione economica/occupazionale della nostra isola che da decenni versa nel più completo stato d’abbandono e inerzia da parte di tutti gli esponenti che si sono susseguiti alla guida dell’amministrazione regionale.

In un situazione in cui tutti i candidati hanno voluto strafare, ricordiamo che la soglia minima di firme da consegnare al comitato dei garanti era di 5000 con la possibilità di arrivare al massimo a 5500, lo staff della deputata europea, Pd, Francesca Barracciu ha comunicato di averne raccolte oltre 24 mila, Ganau più di 10 mila e cosi via. Una prova di forza, come quelle tra Brutto e Braccio di Ferro. Il grande che vuole sempre sopraffare il piccolo, che alla fine dimostra di avere sul serio e concretamente i muscoli. Molti dei partiti storici alleati del Pd o facenti parte di questa coalizione hanno già bollato l’esultanza per il numero di firme raccolte come l’ennesimo atto di “prova di forza”. Ma, a Simone Atzeni bastano le sue 5887 firme. Le considera la vera forza per una stimolo verso le regionali 2014 e i suoi spinaci stanno tutti dentro il barattolo pieno di programma che lui dice – “Noi lo sottoponiamo ai Sardi perché sono loro che devono tornare ad essere protagonisti del futuro della Sardegna e per questo noi, io, socialisti siamo qui per presentare un programma chiaro e forte mirato al rilancio della nostra isola che ha tutti gli strumenti adeguati per poter raggiungere l’obbiettivo. Sottoponiamo il nostro programma anche agli altri candidati, lo leggano, lo studino, e ne facciano un programma condiviso e attuabile per i prossimi cinque anni” – In Sardegna si parla da anni della cosiddetta Zona Franca, e par strano se non almeno inutile proporla ancora in questa fase di fine legislatura e tra le altre cose in un contesto delicato come quello attuale, ebbene, dice ancora Atzeni – “La zona franca? «Sì, del lavoro. Molto semplice e soprattutto efficace: venire incontro ad imprenditori e artigiani che vogliono assumere facendogli risparmiare un bel po’ d’oneri. Esempio: su mille euro che entrano nelle tasche di un dipendente, il datore ne paga altri 850 tra tasse e contributi vari, vale a dire l’85 per cento. «La mia proposta è questa: scendiamo al 35 per cento e la differenza la dà la Regione». – Allo stato attuale non è ancora dato, ai Sardi, di conoscere le proposte della candidata Pd Francesca Barracciu, di fatto indicata anche come possibile nuovo Governatore della Sardegna, classico errore, quello di cantar vittoria facendo affidamento solo sui numeri, che pare non abbia ancora insegnato nulla a molti esponenti del Pd. I Sardi sono stanchi di contare e far le tabelline nelle percentuali, vogliono parole chiare e azioni concrete e, sicuramente in questo contesto si colloca la candidatura, e soprattutto il programma di Simone Atzeni che, ci è andato tosto, Giovedì, nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma, una sorta d’ottima ma semplice e chiara lezione d’economia che ha messo tutti i presenti in sala, giornalisti e pubblico compreso, dinanzi ad un programma ineccepibile – “A me non interessa uno scontro di muscoli, cioè tra chi presenta più firme. Voglio una sfida di cervello. Vale a dire programmi per governare la Sardegna che il Psi vuol portare al tavolo del centrosinistra. Atzeni riparte dal lavoro, il grande buco nero dell’economia sarda che ha percentuali di disoccupazione peggiori della media nazionale. Per incoraggiare le imprese ad assumere la Regione potrebbe mettere in conto 2,7 miliardi, risorse, spiega Atzeni, reperibili nelle pieghe del bilancio regionale alla voce “spese improduttive”. Possono anche essere recuperati dalla vertenza entrate con lo Stato: anziché andare a Roma con il cappello in mano, ci presentiamo con una proposta seria di riforma del mercato del lavoro, non potranno dirci no se usiamo proposte serie che possono nel frattempo anche esser vantaggiose per lo stesso stato centrale.”. Nel programma del candidato del partito socialista tutte idee innovative che hanno anche lo scopo di dare valore all’identità dei sardi. Un programma che contiene pacchetti per l’agricoltura ravvisabile nella proposta di defiscalizzazione di tutte le aziende, non solo quelle giovanili.  Proposte per le imprese, quali, per esempio, i distretti industriali con servizi in comune per le piccole imprese e, in questo contesto, propone Atzeni, – “si deve anche avere il coraggio della selettività”.   Il programma ha nei contenuti anche valide proposte per il comparto energetico, proposte valide e rivoluzionarie come la proposta proposta-energia, cioè la costituzione di una «rete sarda» di distribuzione alimentata da eolico e solare installato nelle case. E per i trasporti, la carta che può cambiare è quella della tariffa unica per tutti.  Insomma, nel giorno in cui tutti i candidati del patto, tre del Pd, un socialista e un indipendente, si presentano, uno solo non bada ai numeri e alle percentuali, propone fatti e non semplici parole. Riusciranno gli altri  candidati a  sedersi  ad un tavolo di discussione  per l’attuazione del su citato  programma?  Per ora Atzeni  va AVANTI  con lo slogan Simone Atzeni  Presidente – La Sardegna siamo  Noi.

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Testo dell’intervento in Aula del Deputato Lello Di Gioia


Misure per il rilancio dell’economia della Sardegna, anche con riferimento all’attuazione della cosiddetta continuità territoriale dal doppio binario – n. 3-00144

Signor Presidente, signor Ministro, lei sicuramente conoscerà i problemi della Sardegna. L’ultimo rapporto del CRENOS, centro di ricerca economica e scientifica, ha drammaticamente sottolineato i punti di crisi. Abbiamo un aumento della disoccupazione spaventoso, passata da 67 mila unità a 109 mila unità, un reddito pro capite più basso delle altre realtà del Mezzogiorno d’Italia, una situazione, da un punto di vista produttivo, estremamente delicata e fragile. Inoltre, sono aumentate le ore di cassa integrazione enormemente. Insomma, vi sono problemi seri ed è per questo che si chiede al Governo di dare delle risposte immediate e rapide per rilanciare l’economia di quell’isola.

Signor Presidente, signor Ministro, credo che si stia affrontando questa crisi in modo non determinante e forte. Noi crediamo che vi sia la necessità di intervenire con grande rapidità perché, come sottolineavo in precedenza, vi sono punti che sono estremamente delicati che stanno facendo saltare il sistema sociale all’interno di quell’area. Credo che sia opportuno, per esempio, non soltanto fare in modo che sia determinata un’area di Zona Franca, ma che venga ad essere stabilita anche in questi giorni con grande rapidità la questione della continuità territoriale, per esempio, viaggiando sul doppio binario, realizzando interventi per i residenti e per coloro i quali si apprestano ad andare in vacanza. Certo siamo perfettamente convinti che vi è una grande difficoltà nel Mezzogiorno d’Italia, ma siamo altresì convinti che nel Mezzogiorno d’Italia vi è un altro Mezzogiorno d’Italia e questo Mezzogiorno d’Italia si chiama isola sarda. Io credo che il Governo debba prendere coscienza di questo ed operare affinché in quella realtà si possano determinare quegli interventi seri e non certamente populistici, come generalmente fa il governatore di quell’isola.

Lello di Gioia (Partito Socialista – Gruppo Misto)

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Vent’anni dopo la voce socialista torna in parlamento


Abbiamo trascorso vent’anni a reclamare in tutti i modi la nostra partecipazione alla vita pubblica del paese, ci siamo lamentati e abbiamo protestato per avere anche 2 minuti di visibilità mediatica, questo dopo gli incresciosi fatti del 92 che videro fortemente coinvolto il nostro partito, il partito socialista italiano. Oggi, io, non mi pongo il problema se dentro l’accordo col pd per questa sciagurata campagna elettorale il nostro simbolo sia apparso oppure no; non mi pare sia molto rilevante ora in questa fase cosi delicata della politica italiana. Rendo merito a Riccardo Nencini per quel lavoro sapientemente svolto mirato a riportar dentro il parlamento la nostra voce. Si sa, e non si può negare, che i grandi progetti necessitano di tempo per esser realizzati. Noi, chi è rimasto fedele agli ideali socialisti, abbiamo avuto e ci siamo per cosi dire concessi tanto tempo, oggi siamo li, dentro quelle stanze in cui si decidono le sorti dei cittadini che ad uno ad uno fanno lo stato. Ed è dentro quelle stanze che noi, perché abbiamo resistito contro chi ci voleva fuori, che ora dobbiamo farci sentire. Mi pare che Nencini, Lello Di Gioia,Marco Di Lello DueOreste PastorelliPia Locatelli,e Fausto Guilherme Longo, stiano lavorando per concretizzare quel progetto. Allora, ADELANTE COMPANEROS, e smettiamo di criticare solo!