I NOSTRI CONSIGLI DI LETTURA: Silente pensiero d’eros


di Periclegreco

Il prossimo  Dicembre  si terrà a Roma, dal  5 all’ 8,   la  fiera del  libro, noi   di alternativasocialista ,   sperando  che la nostra compagna   Antonella Soddu possa  prender parte all’importante rassegna, vi  consigliamo  Silente pensiero d’eros  la sua ultima silloge poetica.

“Silente pensiero d’eros”
Categoria: Poesie
Autore: Antonella Soddu
La silloge racchiude dei componimenti poetici scambievoli in pathos e intime emozionalità. Ogni singola lirica scaturita da un ‘esegesi interiore interiore si pronuncia come autonoma voce c’un ripercorrersi, per mezzo della quale, il proprio io va rapportandosi all’altro nelle rimembranze di un vissuto d’un vissuto ancora indelebilmente presente.
Informazione del libro

ISBN : 2120009801908
Edizione : 1a
Anno pubblicazione : 2013
Formato : 15×23
Foliazione : 64 pagine
Copertina : Morbida
Stampa : bianco e nero
prezzo di copertina Euro 12
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=980190
Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

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I NOSTRI SUGGERIMENTI DI LETTURA


Michele Centrone – Tra vecchio e nuovo mondo – Anarchici pugliesi in difesa della libertà spagnola

Categoria: Elenco Libri
Autore: Mario Gianfrate
Editore: SUMA Editore
Pagine: 168
Prezzo: € 15,00
ISBN: 978-88-96310-26-7
Anno: 2012
Visite: 18

 

Recensione
L’anarchico Michele Centrone

“Di aspetto di bassa statura, magro, intransigente – infatti è un individualista – ma non settario”. E’ Michele Centrone, anarchico di Castellana, così descritto nel giornale clandestino di New York Adunata dei Refrattari.

Un personaggio, che ora emerge nella sua identità di uomo e di militante, sia dagli archivi dello Stato italiano che da quelli della F.B.I., la polizia federale americana, grazie alla tenacia di due ricercatori: il pugliese Mario Gianfrate e l’americano Kenyon Zimmer. L’uno storico, scrittore, autore di testi teatrali e direttore di questa testata; l’altro professore di storia all’Università del Texas specializzato in storia dell’emigrazione e del radicalismo.

Michele Centrone, un falegname, nato a Castellana il 30 dicembre del 1879, dopo una vita passata da fuggiasco tra vecchio e nuovo continente, perseguitato dalle polizie europee e americane, nel luglio del ’36 fu tra i primi ad accorrere in Spagna per sostenere la legittima lotta dei repubblicani contro i fascisti di Franco. Si arruolò nella Colonna Ascaso, costituita da 130 volontari, tra esponenti di Giustizia e Libertà, massimalisti, repubblicani e soprattutto anarchici. A Monte Pelato, tra Saragozza e Hesca il 28 agosto 1936, si tenne il battesimo di fuoco, il primo vero fatto d’armi partigiano degli italiani nella guerra europea che finì nove anni dopo. In quella prima battaglia (erano 130 contro 600 franchisti ben equipaggiati) caddero sei combattenti italiani tra cui Michele Centrone; in maniera lieve fu ferito Carlo Rosselli. Il fiero falegname di Castellana fu “colpito dalla mitraglia nel mezzo della fronte – scriverà Camillo Berneri – là dove la tenerezza materna depone i suoi baci”. L’età anagrafica era di 57 anni, ma il suo cuore era di giovane, come sempre giovane rimane il cuore di chi crede e lotta per una fede, un ideale.

Il libro “Michele Centrone – Tra vecchio e nuovo mondo – Anarchici pugliesi in difesa della libertà spagnola”, stampato da Suma Editore e scritto a quattro mani da Gianfrate e Zimmer, oltre a raccontare la vicenda del falegname di Castellana, fa il punto sul movimento anarchico in Puglia che risentì delle autorevoli e carismatiche influenze del barlettano Carlo Cafiero e del tranese Emilio Covelli.

Un altro pregio del libro è che delle 160 pagine, esattamente la metà riproducono documenti di altissimo pregio storico. In appendice sono riportate brevi note biografiche sugli anarchici pugliesi che parteciparono alla guerra civile di Spagna. Curiosità: di Castellana c’era anche un altro anarchico che partecipò nella penisola Iberica, Camillo Lanzillotta detto “Lancillotto”. I due compaesani in Spagna, però, non si incontrarono. L’epilogo del libro è alquanto sconvolgente: rivela la feroce repressione degli anarchici da parte di Stalin. Ci furono più di cinquecento vittime e a migliaia finiranno in carcere; uno spietato processo inquisitorio al quale, scrivono gli autori, “non è estraneo Togliatti, uomo del dittatore russo in Spagna”.

A impreziosire il lavoro già di suo autorevole sotto il profilo filologico e documentario contribuisce, oltre alla presentazione di Gianvito Mastroleo presidente della Fondazione “Di Vagno”, anche un saggio di Nicola Colonna che, in poche paginette riesce a sintetizzare il pensiero dominante e le variegate posizioni con scontri conseguenti, spesso laceranti, all’interno della galassia socialista dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, una stimolante lectio magistralis.Immagine

Silente pensiero d’eros


la nuova silloge poetica della poetessa Antonella Soddu

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nota introdutiva
L’ iter poetico della silloge si volge congiunto e ripartito tra due elementi cardine: amore e percezione dell’essere, una dinamicità esistenziale, incarnatasi nei meandri d’un animo capace di carpire e incanalare a sé ogni minuzia spirituale. La primaria costante dell’opera è la sublime presenza del sentimento e dei sensi, entrambi pronunciati nella più intima e silente posa del cuore. I componimenti e lo stile di Antonella Soddu assumono un’impronta indelebilmente attenta in ciò che essi stessi narrano, versi capaci d’esser poesia in ogni dove, fraseggi che incanalano un’introspettiva analisi del tacito vivere in impulsi, umanamente e mentalmente volti alla ricerca e alla cura del rapporto interiore con l’altro.
L’ Io protagonista nel testo si effonde verso un singolare dichiararsi, velatamente monologo, ma mai soliloquio, giacché il composto rivolgersi all’altrui ascolto s’appresta esser musicalità dinnanzi ad ogni susseguirsi di strofa.
L’Egli è racconto dell’impronta umana nel mondo: E’ vuoto intorno e l’uomo procede claudicante a passo incerto, incostante e tremante; il Tu, come primario come primario ed innato destinatario d’amore che mai è destinato a cessare. Come trovarti/come cercarti e viverti negli anfratti del tuo riflesso sbiadito.
L’ azione umana è trascritta come costante movimento; la stessa titolatura dell’opera riesce egregiamente ad enunciare l’essenza: “Silente pensiero d’eros” giacché lo stesso agente non è mai circuito da nessuna forma di subordinazione allo stesso. Per quanto l’impulso amoroso spesso lasci mancanze, si confà alla vita fluttuando in una svincolata forma d’evasione, totale energia, carica emotiva in grado di elargire motivazione ad ogni singolo gesto compiuto nella quotidianità. L’indole amorosa si preclude d’esser augusta motrice, del tutto, forma d’azione congenita all’uomo, il quale mai privandosi della stessa riesce dignitosamente a viverla come forma somma d’autodeterminazione vitale. Interessante la percezione emotivo – temporale che i versi racchiudono, periodi che come valevoli incisi, tendono a lasciar insegnamento e ricordo come se volessero esser auspicio d’esperienza verso un domani che procede attraverso i gradi delle compiute azioni umane.
Ti vedo nel tuo invisibile apparire/Ti perdo nell’istante in cui nasce la nuova emozione/ Dove i miei giorni danno spazio a nuove emozioni oltre il tempo lasciato dalle tue/Bagnate dal rumore dello sparire silenti.
L’opera è un cantico alla riflessione un’elegante esegesi d’una mente che mai s’allontana dall’intesa con il cuore. Il poetare dell’autrice s’adorna di un’impronta matura femminea vissuta ed onestamente spontanea, lungi da congetture d’enigmi spirituali. La sua è una posizione precipua, notevole purezza nel raccontarsi e nel rivolgersi, a chi silenziosamente si capacita d’udire un cantico alla vita.
Certo pathos come investitura magnanima di chi s’approccia al testo, il quale ne diviene non solo il ricevente ma anche immancabilmente beneficiario di un susseguirsi d’emozioni in grado di donar respiro anche a chi d’amore mai si pena.
Il volo del sentimento, metafora nella certezza, leggerezza mai superficiale ma costante valutazione e memoria del compiuto, diretta verso la destinazione, di un prossimo vivere migliore, che risorgendo come meta ambita, sancisce una meritevole lettura.
Enrica Meloni ( Poetessa )
ISBN : 2120009801908
Edizione : 1a
Anno pubblicazione : 2013
Formato : 15×23
Foliazione : 64 pagine
Copertina : Morbida
Stampa : bianco e nero
prezzo di copertina Euro 12
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=980190
Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

Corruzione a Palazzo di Giustizia


“Il ruolo della nostra magistratura è diventato, in questi ultimi venticinque anni, via via sempre più decisivo nelle scelte politiche del Paese. Dal terrorismo degli anni settanta a Tangentopoli, il potere giudiziario ha acquistato un potere talmente rilevante da supplire, spesso e volentieri, il potere legislativo e quello esecutivo. Il più lucido studioso del rapporto tra Magistratura e politica in Italia – C. Guarnieri – (ha recentemente parlato di PESI SENZA CONTRAPESI , sottolineando la particolarità della situazione italiana, che non ha riscontro nelle democrazie di tipo occidentale. “

Proseguendo nella lettura dell’introduzione, di Giovanni Antonucci, al dramma di Ugo Betti: “Ma, anche in altri settori, la nostra magistratura è un fenomeno anomalo. È il caso questo della carriera per anzianità e non per merito; dell’appartenenza del Pubblico ministero allo stesso corpo dei magistrati giudicanti; del ruolo egemonico del CSM; del ridimensionamento di quei valori professionali ed etici che costituivano il collante del potere giudiziario”

E qui Antonucci riprende da pag. 151 del saggio succitato del prof. Guarnieri la seguente frase: “oggi il gruppo di riferimento dei nostri magistrati tende in buona misura a non essere di tipo professionale, ma diventa la classe politica, nelle sue varie articolazioni, l’opinione pubblica, identificata spesso con i mezzi di comunicazione di massa, e soprattutto le correnti (della stessa magistratura) con la loro attività politico-sindacale”

E’ interessante anche prendere visione del disegno di legge 3 Aprile 2002 ove si fa riferimento alla testo di Betti in occasione Celebrazione del cinquantesimo anniversario della morte del poeta e drammaturgo Ugo Betti e misure di sostegno al «Centro studi teatrali e letterali Ugo Betti» del comune di Camerino, cosi come di seguito
Soprattutto va ricordato che il suo lavoro probabilmente più celebre, il dramma « Corruzione al Palazzo di Giustizia», benché scritto nel 1944, è tuttora considerato quasi una profetica anticipazione di talune tematiche della nostra vita sociale e civile e, più ancora «una riflessione… sempre attuale dei temi dell’indipendenza del giudice e del rapporto fra politica e magistratura, ma anche, e forse soprattutto, dell’equità della pena, del rapporto fra diritto e dignità umana, fra giustizia dei giudici e una giustizia più alta, che non si accontenta delle norme del codice» (vedi G. Antonucci. Introduzione a Corruzione al Palazzo di Giustizia, ed. Newton 1993, pagine 10 e seguenti).
Utile è dunque oggi leggersi relazionando i fatti accaduti questi giorni.

link di rimando al disegno di legge
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=00018185&part=doc_dc&parse=no