EVASIONE FISCALE: UN ESERCITO DI ITALIANI SULLE ORME DEL CAVALIERE.


di Antonella Soddu

l tema dell’evasione fiscale è più che mai attuale. Fanno leva su questo, tutte le forze politiche ravvisando nella più ferrea lotta contro, uno degli strumenti più efficaci per il rilancio della nostra economia nazionale. Credo con molto fondamento. Andando a vedere i dati del primo trimestre 2013 e quelli relativi al 2012 l’Italia risulta esser al primo posto in Europa per evasione fiscale e nei primissimo posti nelle classifiche internazionali.

Nel circuito UE dopo di noi si piazza la Germania paladina della difesa dell’Austeriuty in casa d’altri. Anche secondo un rapporto della corte dei conti, l’ Italia è al primo posto con un rapporto sommerso/pil del 27% che tradotto in denaro, da tasse evase, equivale a circa 180, 257 miliardi di euro.

Per un approfondimento più dettagliato consiglio la lettura di un articolo pubblicato su Economy 2050 .

I numeri non devono però necessariamente farci pensare che il reato di evasione fiscale possa esser attribuito solo ai ricchi.

Non è cosi e lo sappiamo tutti molto bene, possiamo dire che in tal senso aveva anche ragione l’indimenticabile Alberto Sordi. L’indimenticabile attore sentenziò: “ In Italia non abbiamo la necessità di avere una costituzione cosi importante, basterebbe una costituzione con un solo articolo, fate un po’ come vi pare” e i più lo hanno letteralmente e materialmente preso sul serio.

In un servizio andato in onda questi giorni trascorsi su Agorà (Rai 3 ) si è messo in risalto come ci sia nel nostro paese anche chi si sappia abilmente cimentare nel valzer dell’evasione.

Se vogliamo, possiamo anche affermare che ci sono parecchi che fanno ricorso a tutta la loro agibilità in tal senso,  per usare un termine attualmente molto in voga.

Lasciatemi anche dire che non si può non rimanere esterrefatti quando ci si reca dal meccanico per la messa a punto periodica della propria macchina e ci si sente fornire il preventivo spese in questi termini: “Con l’Iva le costa tot., senza Iva le costa tanto: veda un po’ lei cosa le conviene di più”. Oppure vai dal dentista e al termine del lavoro ti vedi presentare il conto con la sottolineatura, puntuale alla tua espressione esterrefatta per il prezzo, naturalmente il prezzo è senza Iva. Vai dal parrucchiere fai taglio e shampoo, ti accingi a pagare e ti senti dire, 25 senza ricevuta fiscale altrimenti il prezzo sale.

L’onesto cittadino, voi direte, è anche colui che chiede la ricevuta infischiandosene altamente del fatto che comprenda l’Iva. Su questo non ci piove, è vero. E, allora, in questo senso, corrisponde al vero che la guardia alta dobbiamo, per senso civico, tenerla tutti, nessuno escluso a cominciare dal semplice cittadino, dagli amministratori locali, alle forze dell’ordine preposte. Non si può sempre sottovalutare, o per meglio dire, chiudere un occhio e talvolta anche due, su ogni cosa.

Non tralasciamo neppure l’argomento che spesso ricorre in merito al fatto che la pressione fiscale attuata in Italia è tra le più alte in Europa, si, questo è vero, ma, in Europa è radicato anche il comune senso civico che le tasse si pagano per il bene comune di tutti e, l’evasione è anche punita severamente.

Giriamoci pure intorno, ma alla fine la questione rimane quella, abbiamo molte tasse, pochi servizi derivanti e continua l’evasione data anche dai furbetti che alla fine penalizzano di gran lunga gli onesti.

Partendo delle piccole cose, come per esempio i servizi sociali ai cittadini, inutile affrontare, per cercar di risolverlo, l’ argomento grave carenza dovuta ai numerosi tagli dello spending review se poi accade, per esempio, che i servizi al cittadino messi a disposizioni dai comuni di residenza, che vanno pagati in funzione del reddito dichiarato e dimostrato con l’ISEE, quali asili nido, servizi civici, mense scolastiche, contributi spesa per l’acquisto di materiali scolastici etc., spesso sono elargiti anche ai furbetti di turno a discapito di chi realmente ne dovrebbe usufruire.

Allora, ci troviamo spesso a prender visione di graduatorie con inclusi nomi di persone che tutti i giorni vediamo in giro con vetture di valore che spesso nemmeno con lo stipendio di due anni un operaio potrebbe permettersi. Questi servizi spesso sono preclusi a chi realmente ne ha bisogno e spesso viene escluso in favore di chi magari evade il fisco, per esempio, con la non emissione degli scontrini o delle ricevute fiscali.

Ti capita, allora, di leggere in quelle graduatorie che una copia di operai precari che insieme hanno guadagnato, nell’anno precedente 3450 euro e quei servizi li devono pagare almeno per la metà. Poi vai al Caf e t’imbatti con un operaio che per 40 anni ha lavorato onestamente e onestamente ha pagato sempre le tasse. Lo ha fatto sempre in 40 anni di onorato servizio, ha sempre pagato le tasse, sia con le tanto odiate detrazioni in busta paga che attraverso gli odiati moduli per le denunce dei redditi e, sempre dopo i famosi 40 anni di onorato servizio, mentre dovrebbe godersi quella meritata pensione che molti di noi giovani con tutta probabilità non avrà mai, quell’operaio continua a pagare onestamente e con senso civico le tasse, lo fa, magari, presentandosi lo stesso giorno seguente che ha ricevuto il modulo Cud, presso il primo centro Caf più vicino. Sa che deve pagare le tasse e lo fa. Poi ci sono quei commercianti, artigiani che evadendo il fisco danneggiano gli stessi operatori appartenenti al loro stesso settore. Non condanniamo a prescindere tutti gli lavoratori di questi settori che ho nominato perché tra loro ci sono gli onesti che ogni giorno affrontano mille sacrifici e si dibattono tra mille cavilli di tasse e burocrazia ma, consapevoli del loro senso civico di cittadini onesti pagano regolarmente le tasse magari pagando anche quella percentuale non a loro dovuta ma eredità lasciata dai tanti colleghi furbi. E magari molti di questi onesti commercianti e artigiani non avranno neppure la possibilità di andare in pensione onestamente mentre, molti dei loro furbi colleghi in pensione già ci sono e continuano la loro attività abusivamente in nero e guadagnando forse anche più di quello che guadagnavano quando la loro attività era visibile.

E’ lecito domandarsi come sia possibile, per esempio, che tutti vedono, compresi amministratori e funzionari preposti, e nessuno dica nulla quando è palese, per esempio, che un artigiano parrucchiere in pensione adibisca in casa sua un’attività da parrucchiere abusiva con tanto di giorni di lavoro 7 giorni su 7 ad orario flessibile con prezzi scontati rispetto ai suoi colleghi ancora in attività, molti dei quali giovani che hanno anche chiesto un prestito per aprire un’attività che magari pagano regolarmente le tasse? E ancora, e giusto che uno improvvisi pasticciere e prepari in casa sua, in barba a tutte le più ferree norme igienico sanitarie – dolci, pasticcini, torte per compleanni, comunioni, cresime e feste di laurea su commissione ? Paradosso dei paradossi è che gli organi di controllo preposti abbiano il tendone sugli occhi, soprattutto nei piccoli paesi, e, badate, c’è pure chi giustifica queste cose.

Non so fino a quando questo sia lecito oppure no, oppure se quel che ho descritto rientri nell’affermazione del vice ministro dell’economia Fassina: “Senza voler strizzare l’occhio a nessuno , senza ambiguità nel contrastare l’evasione, ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno“.

Se la risposta è si, non lamentiamoci se allora siamo dentro una botte di melma dalla quale nemmeno l’autospurgo ci tirerà fuori. Intanto chi paga le conseguenze sono e continuano ad esser disoccupati, inoccupati, esodati, cassintegrati o in mobilità in deroga e, badate bene anche le 800 euro al mese di mobilità costituiscono reddito e si paga.

Ovviamente a pagare le conseguenze sono anche coloro che scelgono di avviare una attività imprenditoriali magari sottoscrivendo un prestito agevolato per le imprese.

Quel giovane li pagherà le tasse, se pur in forma agevolata ma, avrà una concorrenza ferrea e occulta al fisco. Come il caso del pasticcere improvvisato in casa. Allora, siamo un po’ tutti Berlusconi.

pubblicato anche su Alganews  blog giornale online di Lucio  Giordano

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