MORTI SUL LAVORO. NEL SILENZIO LA STRAGE CONTINUA


ABBIAMO CAMBIATO PIATTAFORMA....... Il nuovo link https://alganews.wordpress.com/

Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

Leggo – lavoratore muore cadendo da un impalcatura. Penso, il solito incidente sul lavoro. Purtroppo. Continuo a leggere: “l’uomo risulta esser in mobilità in deroga da Gennaio 2014 ma attualmente lavorava per la stessa ditta che lo aveva messo in mobilità” – Ecco perché non riparte l’economia! Agli imprenditori conviene posizionare i lavoratori in mobilità salvo poi impiegarli in lavori in nero che nemmeno loro fatturano, quindi, evasori entrambi. Ne vogliamo parlare?

View original post

Craxi disse tutto quel che nessuno vuole dire e vedere oggi.


di Antonella Soddu

Riguardo le dichiarazioni di Orsoni, oramai ex sindaco di Venezia – “l’ho fatto su richiesta di dirigenti regionali del partito”, non sono molto diverse da quelle di Giancarlo Galan, anche lui asserisce qualcosa di simile. Ho la netta impressione, potrei anche sbagliarmi, che presto o tardi entrambi saranno messi a tacere. Nel senso, nessun dei due farà mai qui nomi più in alto. A me tornano in mente le dichiarazioni di Craxi nel corso del processo – “In Italia il sistema del finanziamento ai partiti e alle attività politiche in generale, contiene delle irregolarità e delle illegalità, io credo a partire dall’inizio della storia repubblicana. questo è un capitolo che possiamo anche definire oscuro, della storia della democrazia repubblicana, ma da decenni il sistema politico aveva una parte, non tutto, una parte del suo finanziamento che era di natura irregolare o illegale. E non lo vedeva, solo chi non lo voleva vedere, e non ne era consapevole solo chi girava la testa dall’altra parte.” – https://www.youtube.com/watch?v=SbsFCBTr2dY  –  “ma l’opposizione che opposizione faceva?” – E Craxi continua – ” riferiamoci al maggiore partito di opposizione, cioè al partito comunista, non è mai stato un partito povero, è sempre stato un partito ricco di risorse, aveva costruito in Italia la macchina burocratica più potente e più organizzata dell’intero mondo occidentale.” – Insomma, detto ciò, credo, nessuno me ne voglia, che dopo aver “eliminato” Craxi tutti si son dati abbondantemente da fare. Craxi non nascose e fecce nomi e cognomi, forse un pò di dignità l’ha abbondantemente dimostrata. Ma il termine dignità, è una parola troppo grande per questi politicchini odierni, per un posto venderebbero anche la stessa. Occorre la certezza della pena. Punto. Nel merito, tornando alla questione abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, e ricordando per sottolineare le parole di Craxi – ” Ci sono gruppi industriali in Italia che son più potenti dei partiti, ma si può immaginare per esempio, che un gruppo come la fiat non abbia mai dato contributi elettorali a partiti, a parlamentari o a candidati ?” – Ecco, questo sarà quello che continuerà ad accadere anche in forme peggiori. Ne avevamo già parlato in questo pezzo alcuni mesi fa –http://luciogiordano.wordpress.com/2013/12/13/aboliti-i-finanziamenti-pubblici-ai-partiti-ma-non-e-un-bene/  – In Italia la corruzione è incontrollata, parte dal basso e si divulga nei piani alti. Craxi almento in questo disse la verità, una verità che nessuno voleva vedere allora e che nessuno vuole vedere oggi facendo anche finta di scandalizzarsi.  Non vi  è nulla  di più  triste e sconsolante di un paese che vuole consegnare  la politica  e il far politica  nelle mani e al potere di chi può pagare.  E saranno tutti  responsabili  di questo  sfascio, pentastellati e  fautori del – “No  ai rimborsi” .  Quello che sta accadendo oggi,   che si ripercuoterà sul domani  dell’ Italia, è solo quello che si  è stati  in grado di produrre in questi ultimi  anni e che ha visto una  brusca accelerata   da parte  degli irresponsabili populisti  –   che tra le altre cose si son pure trovati un mestiere grazie al populismo di facciata. Il tanto acclamato  – “aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti”  – a cosa porterà?  Ad una politica  sempre più corrotta  e sempre più in mano   di chi può permettersi di pagare per farla e per avere.  Chi  insiste  su questa linea, crede davvero che  chi   finanzia una campagna elettorale alla fine non chieda nulla in cambio? Ora  siamo   tutti  concentrati sulla questione Mose, Orsoni,  Galan  e chi più ne ha più ne metta , ma, nessuno sembra  vedere in quanto sta  accadendo, dato dalla legittimazione di finanziamenti privati, alla quale si vuole   arrivare in piena libertà,  la negazione  della libertà dell’azione politica corretta. Si sta  solo sponsorizzando  l’illegalità.  E  quei partiti e/o esponenti di partiti che hanno fatto loro  la richiesta populista lo hanno fatto  solo per avere i consensi che man mano nel corso degli anni  hanno perduto  non per aver ricevuto i  finanziamenti pubblici ma solo per pura inerzia  e sciatteria. A volte per incapacità totale.  Craxi dal suo canto ha lasciato un messaggio che allora e a seguire nessuno ha voluto ascoltare e leggere, si  è preferito lanciargli contro le monetine quella sera.

 

Alcune cose sugli appalti, dopo la vicenda Expò e Mose.


Di Antonella Soddu

Su la vicenda “tangenti” Expò e Mose, vorrei esporre una considerazione/realtà. Premessa. Per sedici anni ho lavorato come socio fondatore di una cooperativa di servizi per enti pubblici e privati. Conosco l’A – B – C degli appalti pubblici e anche se non lavoro più dal 2009, mi sono sempre tenuta aggiornata per quanto concerne le leggi sugli appalti. Però, quando io dico – “conosco l’A-B-C degli appalti pubblici” – non intendo solo dire che conosco come funziona legalmente partecipare agli appalti pubblici. Ahimè, in passato ho potuto costatare anche come funziona non legalmente e posso dire ad ampia voce che la prima corruzione nasce dal basso, nei piccoli comuni, nelle province, nelle regioni fino ad arrivare ai piani alti dei palazzi. Piccoli – nel vero senso della parola – sindaci, assessori, consiglieri e dirigenti che spesso ci ritroviamo ad amministrare tutti giorni i nostri paesi, le nostre città. Uno degli esempi più palesi, cui mi son spesso trovata ad assistere, mi occupavo della visione dei bandi e dei capitolati di gara, dei sopralluoghi e della redazione con tutti i crismi delle offerte di gara, è stato spesso il giochino “dell’accordo” tra imprese. Una sorta di cartello di partecipazione alle gare. Esempio: 1) cooperativa A offre 34%. A ) cooperativa B offre 34, 50% 3) cooperativa C offre il 38%. Fin qui nulla di strano in apparenza se non fosse che ad aggiudicarsi la gara arriva il consorzio imprese che ha fatto l’accordo con le tre cooperative per aggiudicarsi la gara con un ribasso del 42%. A discapito delle cooperative D – E – F che calcoli alla mano e redazione dell’offerta con progetto sono arrivate a offerte ( congrue per il prezzo e le richieste ) sotto il 30%.  Il risultato è che vince l’offerta, il consorzio d’impresa il quale poi dopo alcuni mesi dall’aggiudicazione farà entrare nel pacchetto dei lavori – subappalti – le altre tre imprese. Poi dopo il primo anno chiederà l’adeguamento dei prezzi che otterrà dal funzionario più vicino al consorzio. Vi ho portato solo un piccolo esempio, accade spesso nelle gare d’appalto per il servizio di pulizie negli enti pubblici. Molto spesso ci ritroviamo, causa questi ribassi anomali – legali – donne che lavorarono due ore al giorno sulla carta, per lavori che necessitano almeno di 4 ore, e percepiscono stipendi da 300 euro il mese. Ci ritroviamo appalti di servizi di pulizie in questure, tribunali, ospedali, scuole, sedi regionali etc., in cui le stesse ditte che si sono aggiudicate gli appalti cadono nella disgrazia dei ritardi pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Quindi accade che è revocata l’assegnazione e affidata temporaneamente – previa finta valutazione dell’offerta più economica – con la formula dell’affidamento diretto. E provate un po’ a immaginare cosa significa e come funziona la cosiddetta formula dell’affidamento diretto all’offerta più economica. Vi lascio pensare un attimo. Conseguenza, addetti in sommossa, imprese e cooperative sull’orlo del fallimento. Soldi pubblici spesi non si sa bene perché e soprattutto per chi. Eppure una delle voci frequenti dei capitolati di gara è – “dichiarazione di capacità tecniche – economiche – finanziarie ( con allegati ultimi due bilanci ed estratto conto dell’ultimo anno ) e certificazione adempimenti fiscali, contributivi assolti, DURC compreso. tutto questo accade tutti i giorni, ancora, sotto i nostri occhi. Nessuno vede nulla. O forse, tutti vedono ma gli occhiali sono appannati. Mi fermo qui. chi ha lavorato in questo campo sa benissimo di cosa parlo. Sono procedure non incontestabili e legalizzate.  Dunque, cosa fare? Semplice. Fare applicare le leggi già esistenti che regolano gli appalti pubblici. Divieto di partecipare agli appalti per quelle imprese su cui è accertata la non regolarità delle offerte e dei documenti allegati al bando e previsti dai capitolati di gara. Maggiori e assidui controlli suoi consorzi d’imprese e cooperative. Verifica su chi si cela dietro nuove imprese, (tra i nomi degli amministratori potrebbe esserci chi ha dichiarato fallimento e ha aperto con altro nome ) che si può fare nelle dovute sedi camera di commercio, agenzia dell’entrare e cancelleria dei tribunali, ove sono depositati gli atti delle richieste delle procedure fallimentari delle imprese, verifica della regolarità degli adempimenti previdenziali.   Altra cosa da rivedere  e anche con premura sono le  cosiddette  – “forme di aggiudicazione” –   qui tutto sugli appalti – http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_dei_contratti_pubblici – 1) Criterio del massimo  ribasso; 2) offerta economicamente più vantaggiosa, etc.  sono solo alcune delle forme  oggi utilizzate  ma spesso   comportano   grossi rischi e svantaggi  anche per chi vuole lavorare onestamente. Letto ciò, non ci stupisca l’affermazione – “la corruzione parte dal basso, dai piccoli rampanti politici e dirigenti”. Anzi, direi, sono spesso la radice della pianta ben radicata della corruzione alta, come quelle per cui in questi giorni si sta gridando allo scandalo.

 

Ammortizzatori sociali in deroga. In arrivo per la Sardegna 90 milioni di euro.


Di Antonella Soddu

Spiraglio di luce per gli oltre, ad oggi,   12 mila lavoratori sardi in mobilità in deroga della Sardegna. A fronte delle numerosi difficoltà a cui sono  stati costretti negli ultimi  17 mesi,  ( allo stato attuale dopo tante lungaggini  burocratiche, la regione   ha avviato le procedure di pagamento   del sussidio in compensazione  delle indennità di mobilità in deroga con  il beneficio del  sostegno al reddito ai sensi delle LL. RR. N. 1,4 e 27 del  2013  equivalente al 50% del totale delle spettanze per il 2013  e con l’applicazione dell’ IRPEF dle 23% ) causa il mancato pagamento delle indennità di mobilità in deroga,  sono dei giorni scorsi le ultime importanti novità inerenti.  Con una nota del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quella del 30/05/2014 – Prot. 40/0020420 –   “si invitano gli assessorati al lavoro delle varie regioni ad inviare alle sedi Inps, improrogabilmente entro il 30/06/2014 i decreti di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga che recepiscono gli accordi stipulati la data entro e non oltre il 31/12/ 2013. L’ Inps provvederà all’erogazione dei trattamenti, previa verifica delle risorse finanziarie disponibili, ivi compresi i 400 milioni di euro che il decreto interministeriale in fase di emanazione destina agli ammortizzatori sociali per l’anno 2013”.  A fronte della nota  è seguito un incontro  tra l’Assessore al lavoro  Virginia Mura   e i rappresentanti sindacali, dal quale è emerso che, la Sardegna essendo  tra le 11 regioni italiane che hanno sforato il fabbisogno  per il 2013 – ( come si  evince anche da questa tabella pubblicata  da “economy2050”  – http://www.economy2050.it/riforma-ammortizzatori-sociali-deroga/  ) incasserà 90 milioni di euro. Conseguentemente   essendo   anche rientrati i  52 milioni  di  euro per  l’anticipazione  dei  sussidi, viene avanzata la proposta affinché gli stessi  vengano possano esser usarti per anticipare i sussidi della prima semestralità del 2014, facendo fronte anzitutto al saldo delle somme spettanti per il 2013.   Lo ricordiamo,  nel corso del  2013  la Sardegna è risultata tra le undici regioni  italiane  dovuto bloccare le autorizzazioni alle deroghe – al  20 gennaio 2013  quelle per le mobilità  e al 21 ottobre 2013 quelle per CGID .  La stima delle somme per l’ulteriore fabbisogno è di circa  16 milioni di euro per le CGID e di circa 105 milioni di euro per le mobilità in deroga. ( come da tabella di Economy2050  di cui sopra )  Qui in questo  ulteriore  articoli  i costi degli ammortizzatori sociali  che sostiene l’Italia. http://www.economy2050.it/costo-ammortizzatori-sociali-italia/  – Per quanto concerne la situazione in Sardegna  si apprende da fonti dell’Assessorato al lavoro e dagli stessi organi sindacali che  – “ad oggi sono  già arrivate 15.700 domande di mobilità in deroga e  8 mila  quelle per la CGID  da parte di 1.470 aziende.”

 

 

 

Con l’estate torna l’incubo degli incendi in Sardegna.


Di Antonella Soddu

Domenica 8 Giugno, 36°  di  temperatura, caldo  afoso  e voglia di mare. E’ arrivata l’estate, finalmente.  Ahimè, con l’estate  anche gli incendi, soprattutto   in questo mese  di giugno dedicato alla mietitura del grano. Si parte, e purtroppo si parte male. Infatti di oggi la notizia dell’arresto di un uomo di  44   della  provincia di Cagliari. L’uomo  è stato  arrestato con l’accusa di aver appiccato nell’arco di un ora e mezza  7  roghi. SI tratta del primo arresto   della stagione.  L’uomo nel pomeriggio di domenica ha appiccato, usando della diavolina, sette roghi mandando  in fiamme  e fumo  2  ettari  di vegetazione lungo il littorale di  Quartu.  Fortunatamente  l’uomo  è stato  notato da alcuni  testimoni che hanno  dato l’allarme. L’uomo  non avendo  precedenti   è stato rimesso in libertà in attesa del processo  fissato  per il 20 giugno   prossimo.  La questione incendi, ne  abbiamo parlato anche lo scorso anno, in più di un occasione, è  alquanto complessa.  La RAS – Regione Autonoma della Sardegna –  fa ogni anno   campagna di prevenzione anche nelle scuole,  emana  allo stesso  tempo, ogni  anno, le cosiddette  – “prescrizioni regionali antincendio” – https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20140418141437.pdf  – ma purtroppo non fa quello che sarebbe  giusto, corretto e ovvio  fare. In parole semplici far rispettare  le norme che ella stessa  emana  e per le quali indica  esplicitamente  chi è chiamato a verificare e far prevenire  – come si evince dal Titolo VII – Vigilanza, prevenzione e sanzioni – Artt. 28 e  29 –  1) Le violazioni alle presenti Prescrizioni Regionali saranno punite a norma dell’articolo 10 della Legge 21 novembre 2000, n. 353, che prevede l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a euro 1.032,00 e non superiore a euro 10.329,00.  2) Con riferimento ai divieti di cui agli articoli precedenti, nel periodo di elevato pericolo di incendio boschivo di cui all’art. 4, il pericolo d’incendio è presunto.  – Art. 29 (Personale incaricato della vigilanza)  1) Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Sindaci, i Vigili Urbani, le Guardie  Campestri e le Compagnie dei Barracelli, vigileranno al fine di imporre la più stretta osservanza delle presenti disposizioni, oltre che di tutte le leggi e regolamenti in materia di  incendi nei boschi e nelle campagne, e perseguiranno i trasgressori a norma di legge.  Non lo fa per quale motivo?   Basta farsi un giro   nelle periferie dei paesi e spesso anche  in  certe zone interne dei  paesi per rendersi conto  dell’incuria e abbandono  che imperversa il territorio. Questo video  è solo un esempio per capire di cosa si parla quando  so afferma che la prevenzione non è fatta come prevedono le leggi regionali di cui sopra. https://www.youtube.com/watch?v=DVdKn1mY_9U&feature=youtu.be   ( il video  è fatto  con cellulare  ma  rende l’idea ) .  Dicono per mancanza di fondi, ok. Ma         quando si tratta di aree  di privati, perché non mandare sollecito  scritto  al cittadino che  si rende sordo  e cieco alle prescrizioni delle norme antincendio? E quando si tratta di aree di proprietà comunali, perché  l’ufficio tecnico non ne dispone la tempestiva pulizia dalle sterpaglie?  Inutile poi – per cosi dire – “piangere sul  latte versato”.  Diciamoci chiare le cose, il tizio   arrestato   per aver appiccato  sette roghi in un ora e mezza, definito  dalla stampa  – “incendiario inseriale” – io quasi,  quasi lo definirei – “lavoratore stagionale del settore incendi”.  E torniamo punto  e  a capo, cioè a porci l’interrogativo del perché ogni  anno  ci si trova  a combattere con la piaga degli incendi, da  condannare con fermezza, ma  senza andare alla fonte del problema. Assunzioni  estive comprese…

“IL GRANO SARACENO” dei Grillini


di Antonella Soddu.

A leggere certe notizie, uno o si fa parte in modesta riflessione per cercar di accettare che, certe cose bene o male esistono e fanno parte della nostra quotidianità data dal fruttuoso sviluppo dell’ignoranza, oppure non si rassegna e cerca di debellarla con ogni mezzo possibile. Prima di proseguire, premetto, a me torna in mente una frase eloquente che mi sentì, tempo fa, rivolgere da un ex amico entrato, dopo le scorse elezioni regionali in Sardegna, a far parte dello staff di un assessorato come consulente. – “Pigliaru, sulla questione preparazione e competenza, è stato categorico. In tutti gli staff deve esserci gente preparata e con titoli di studio” – Bene, a me può star più che bene, ma, quando leggo e sento certe eresie mi assale la voglio incontrollata di rivolgere all’indirizzo di questi saccenti e preparati professionisti, tanti di quegli epiteti volgari che al solo pensarli non mi riconosco neppure io. Poi mi assale l’ ansia, lo sconforto, la delusione e anche un po’ di rabbia a pensare che abbia buttato al vento quasi sedici anni della mia vita in un lavoro che partendo dalla qualifica più bassa dei livelli mi ha, man mano, nel corso degli anni, condotta a meritarmi quella più alta nel campo. Oggi, nonostante abbia quella qualificata sulla carta per meriti professionali acquisiti, non ho, tra le tante carte, quella che attesta un titolo di studio che, secondo gli illuminati del secolo, dovrebbe esser la sola e unica carta che ti consente l’ingresso nel mondo del lavoro. E se a questo ci aggiungiamo che noi ultra 40nne non possiamo più nemmeno considerarci – “abili al lavoro” – c’è da prender atto del dato di fatto che è in corso lo sterminio di padri e madri di famiglia che non son considerati più utili nemmeno  ai fini dei dati ISTAT sulla disoccupazione. Allora, leggendo la storia della pasta made in Italy che made in Italy più non è a causa dell’utilizzo del “grano saraceno” – ddl n. 1407 del 23 luglio 2013 presentato da quattordici parlamentari del m5s – http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/15147  – il  dubbio s’insinua ancora più forte.  Ammesso e concesso che la liberalizzazione del mercato, cosi com’è  concepita, non porta nessun vantaggio all’economia dei paese aderenti all’ UE, e, senza forse, l’Italia è uno dei paesi più danneggiati, ma,  è bene anche sapere che, per esempio –  qui  tutte le info in proposito – http://gusto.logg.it/2009/11/24/grano-saraceno-della-valtellina/ – il grano saraceno era uno degli alimenti fondamentali nella dieta dei contadini della Valtellina, in provincia di Sondrio e dell’intero arco alpino fino all’inizio del secolo scorso. Il primo documento che cita il grano saraceno in Valtellina è antecedente al 1600 e la sua coltivazione raggiunge la massima espansione nella prima metà dell’Ottocento. Vediamo di capire meglio  di cosa si tratta  quando si parla di “grano saraceno” –  http://it.wikipedia.org/wiki/Fagopyrum_esculentum – qui  tutte le info.  Alcune  in modo  particolare è utile segnalarle – “Il grano saraceno contiene un glucoside denominato rutina, un composto fitochimico che tonifica le pareti dei vasi capillari riducendo il rischio di emorragie nelle persone affette da ipertensione e migliorando la microcircolazione nelle persone con insufficienza venosa cronica. Le foglie di grano saraceno essiccate da usare per infusione vengono commercializzate in Europa sotto il marchio “Fagorutin”. Il grano saraceno contiene D-chiro-inositolo, un componente del sistema di messaggeri secondari per la trasduzione del segnale dell’insulina che si è riscontrato essere carente nel diabete di tipo II e nella sindrome dell’ovaio policistico (SOPC). Sono in corso studi sul suo uso nel trattamento del diabete di tipo II. Ricerche sul D-chiro-inositolo e sulla SOPC hanno evidenziato risultati promettenti.  Si è rilevato che una proteina del grano saraceno si lega saldamente al colesterolo. Sono in corso studi sul suo uso per ridurre il colesterolo plasmatico nei soggetti che presentano iperlipidemia.  Il grano saraceno è un potente allergene in grado di indurre, in pazienti sensibilizzati, anche reazioni severe quali l’anafilassi.  I casi di anafilassi indotti dall’ingestione di grano saraceno sono stati riportati prevalentemente in Asia (Giappone e Corea soprattutto), e più recentemente anche in Europa, specialmente in Italia, dove il grano saraceno è stato descritto essere un “allergene nascosto”. Un recente articolo pubblicato da Heffler  e colleghi, dimostra come le reazioni allergiche, anche severe, indotte dall’ingestione accidentale di grano saraceno come allergene nascosto in alimenti quali la pizza o altri prodotti con farinacei, non sono così rare come precedentemente descritto, per lo meno nel nord Italia.

Il nuovo avanza inesorabile, son passati dalle università al bancomat di Montecitorio, saltando il passaggio inutile dei centri per l’impiego. Niente di più e niente di meno dei parlamentari di altri partiti che continuamente deridono, insultano e vogliono cacciare via.  In fondo, mi spiego benissimo il loro amore sconfinato per il capo. Micca si può sputare sul piatto su cui si mangia!  Ahi povera Italia, quanto male che ti  infliggi.

 

 

ELEZIONI EUROPEE. HO VOTATO IL PES DI MARTIN SCHULZ


per l’europa che cambia

ABBIAMO CAMBIATO PIATTAFORMA....... Il nuovo link https://alganews.wordpress.com/

Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

A Febbraio si è tenuto a Roma il congresso Pes, dove il PD ha ufficialmente aderito alla casa del socialismo europeo. Lì ho visto un modo di far politica, di rapportarsi con i cittadini, da parte di tutti i politici, parlamentari e esponenti dei partiti europei, talmente differente da quello che noi vediamo in Italia tutti i giorni, da fare cascare le braccia per il tanto pressapochismo.

Qui la campagna elettorale è un perenne insulto non solo ai rivali politici, ma, anche e soprattutto all’intelligenza degli italiani. Qui si parla di tutto fuorché delle cose che realmente stanno a cuore alla gente. In Europa si vede tutto sotto un’altra ottica, la campagna elettorale è basata sulla costruzione e lo scambio di idee e programmi nei dibattiti. Forse è questa la vera mancanza italiana.

Ho davanti a me, sulla mia scrivania, il manifesto/programma europee -Towards a new…

View original post 135 altre parole