FATTORE MATTEO RENZI. IL NUOVO LEADER DELLA DESTRA ITALIANA, PROVOCHERA’ UN CATACLISMA POLITICO.


io lo dico già da tanto tempo.. ottima e lucida analisi Lucio. Quel che mi domando sovente è il motivo vero per cui milioni di italiani continuino a farsi ammaliare in questo assurdo modo. E’ mai possibile? crediamo sul serio al gatto e la volpe e alle monete sotto l’albero che crescono e diventano tante? Credo anche io che tornando alle urne Berlusconi avrà modo di mettere in atto una schiacciante vittoria elettorale, credo anche che nonostante l’inefficienza dimostrata sino ad oggi dal 25% nuovo in parlamento anche costoro avranno un altro importante risultato, ma, allora, dove finirà la sinistra italiana ( sempre che ancora possa pregiarsi del titolo di sinistra ) Mi stavo altrettanto domandando se non ci sia bisogno nel nostro paese di un nuovo soggetto politico di area socialista che attui politiche sociali socialiste ( scusate il gioco di parole ) a livello nazionale e che si altrettanto capace ci competere poi in Europa con il PSOE europeo a livello economico, finanziario e welfare.

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Tra fatti e misfatti, deve prevale il buon senso…


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Nel 1992 l’Italia intera si scandalizzò per quella bufera che travolse la politica italiana; tangentopoli. Fu spazzato via uno dei più vecchi, per storia e lotte politiche, partiti italiani, il Psi. I Pm di mani pulite, come fu allora chiamato il fascicolo d’inchiesta, fecero una quadrata pulizia – forse non molto attenta – Qualcuno, forse, s’illuse che dopo quei fatti inconsulti si potesse cambiare il modo di attuare il concetto di Politica nel nostro paese, ma, da quei fatti, pare sia scaturito non tanto un polverone, ma direi piuttosto un incessante Tsunami che, chi più ne ha più né meta.

Tale fatto di tangentopoli ha lasciato strascichi che si ravvisano, oggi, nella mala gestione della cosa pubblica messa in atto dagli uomini che propostosi per il cambiamento di rotta hanno invece invertito la rota tornando al punto di partenza verso la nuova corsa. La conseguenza diretta è la grave crisi economica politica che sta bloccando l’Italia.  Vogliamo un colpevole? Ci sono, sì perché i colpevoli sono gli uomini e non dalla politica. Lo sono perché hanno inteso la politica come interesse unilaterale mirato all’acquisizione di privilegi per pochi e cosi facendo hanno portato ad un dissesto finanziario l’intera nazione. In questo situazione è messo in discussione lo stesso concetto di politica che, ricordo, nacque in quella Grecia che oggi si trova stretta nella morsa di una “dittatura” bancaria attuata da quelle nazione che invece dovrebbero celebrarne l’attuazione mirata alla democrazia e uguaglianza di diritti tra le genti. La stessa democrazia, oggi, s’è trasformata nel più gran regime dittatoriale dopo quelli che hanno contraddistinto il passato. Ieri qualcuno mi ha posto una domanda: “Ma ti piace cosi tanto la politica?” – Ebbene, non mi piace la politica ma, bensì la POLITICA, quella per cui è necessario ricordare il concetto fondamentale; “Partecipazione”, che non significa necessariamente mettersi in discussione proponendosi per una candidatura ma, bensì ponendosi in discussione sul nostro grado di conoscenza di tutte quelle elementi che determinano le decisioni assunte in parlamento, in consigli regionali, provinciali e comunali. Spesso è rilevante la nostra “ignoranza” verso tutto quello che è un discorso di forme e discussioni da cui scaturisce il cosiddetto passaparola intriso sovente di retorica. La domanda principale è – quanti di noi si prendono la briga di ascoltare, per esempio, un consiglio comunale che possa nel suo piccolo farci capire il funzionamento di quella burocrazia amministrativa tanto criticata e quali siano i suoi derivati?  – Se lo facessimo più spesso ci renderemmo conto di quanta retorica contraddistingue il nostro giudizio finale piuttosto che, invece, la capacità di proporre argomentazioni che siano mirate non tanto al dire ma, quanto per porre l’accento sul necessario bisogno di un cambiamento radicale di tutto un sistema contaminato non dalla Politica corrotta ma, dal politico corrotto. Altra elemento che determina il passaggio del coltello dalla parte del manico a questi corrotti è la nostra palese disinformazione. E’ come affermare che tutte le maggiori dittature sono nate infliggendo al popolo l’ignoranza. Ma, è altresì vero che l’ignoranza va combattuta in primis da chi non conosce. Quindi alla domanda sul perchè mi piaccia la politica, rispondo: – per tenermi aggiornata sui fatti- per comprendere i fatti nella loro complessità- per partecipare- per la riscoperta di Politica e l’abbattimento della politica dei corruttori.  – Antonella Soddu

LE DITTATURE NASCONO DALL’IGNORANZA.


Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

Da sempre, l’obbiettivo della libera circolazione delle idee è visto come sinonimo  essenziale per la cultura della democrazia.  E’ un dato di fatto che la libera circolazione delle idee, e di conseguenza, la libera informazione è “ un bene” che la società deve mantenere e alla quale non può rinunciare e non deve mettere all’angolo. Non è luogo comune affermare che il primo passo verso la dittatura , sia imbavagliare l’informazione .  Le attuali polemiche che investono oggi il nostro paese, in merito alla palese volontà, degli attuali governanti, di informare disinformando, sono la diretta conseguenza di quello a cui ci hanno “abituati” e su cui ci siamo adagiati. Noi siamo i lettori, gli ascoltatori, gli internauti; noi siamo quelli che scelgono cosa ascoltare, cosa leggere, cosa guardare e, appare quindi inevitabile che la “campagna” d’attacco alla libertà di essere informati ci sia prospettata da varie angolazioni. E’ vero, oggi non esiste più quello che può chiamarsi giornalismo di corretta informazione basato sull’imparzialità e sulla comunicazione reale di fatti e questioni riguardanti il vivere quotidiano e che renda il cittadino partecipe della vita di comunità sia essa amministrativa sia civile. Le grandi testate giornalistiche son finite nelle mani dei magnati dell’informazione, il duopolio politico, inevitabilmente, si divide la scena concentrandosi su quello che si può far conoscere ai cittadini e quello che è meglio tacere o nascondere per pura convenienza di carriera. Disse un giorno, durante un tavolo dibattito a Cagliari, un noto giornalista e già presidente dell’Associazione Stampa romana: “La libertà del giornalista è quella di servire la verità . In altre parole, non esser costretti a servire qualche cosa o qualcuno. E’ la libertà di informare senza troppi impacci il pubblico, ma soprattutto è la libertà di permettere l’espressione delle loro  alle minoranze, a chi non segue la corrente” Io dico, che si, un giornalista deve usare tutta la sua coscienza, deve raccontare i fatti, non deve sconfinare nel contenitore del seguo quello che dice quello, non deve cadere nella facilità del contenuto ovvio, non deve esprimere la sua opinione perché il suo articolo deve solo ed esclusivamente informare.Ricordiamoci: la dittatura vince con la soppressione della libertà d’informazione, con l’azzeramento culturale, con l’ignoranza ( ignora=non conoscere ) di chi o non s’informa o non sceglie l’imparzialità dell’informazione.

Il Caso


Si afferma che la seconda giovinezza, per noi Signore, subentri al compimento del 40° anno d’età; Non vi era dubbio fino a poco tempo fa, ma ultimamente cominciano a declinare anche queste “leggere” certezze mirate a render la vita sociale delle donne più, diciamo, allegra. In che senso provo a spiegarlo ora. La condizione lavorativa delle donne in Italia è sempre stata condizionata da quella che è comunemente vista come la “giusta collocazione” della donna; in famiglia. La donna oggi eccede in qualsiasi campo dove inoltri la sua indiscutibile creatività e voglia di fare. Impegno, costanza, sacrificio ( anche perché è consapevole del suo ruolo di donna, madre e moglie ) eppure, tali doti vengono molto spesso messe al bando dalla concreta mancanza d’iniziative atte a stroncare sul nascere le indiscutibili discriminazioni che ne limita l’impiego nei vari campi lavorativi ancora oggi, esclusivo appannaggio del cosi detto sesso forte ( ? ). La crescita del livello di disoccupazione, negli ultimi anni in italia, ha colpito tutti. Si parla altissimo tasso di disoccupazione sopratutto tra i giovani che non vedono spiragli per un futuro per cosi dire, equo. Numerosi sono i padri di famiglia che lottano per un posto di lavoro e sono numerosi anche coloro che avendo raggiunto il 50 anni d’età vedono sfumare ogni miraggio di stabilità economica. Ma che ci dicono i dati disoccupazionali in merito alle donne?Poco. L’argomento è quasi un tabù. Chi di voi non si è mai trovata a presentarsi ad un colloquio di lavoro e avendo le carte in regola per esser assunta si sente rispondere che il posto è riservato a chi non ha superato i 35 anni d’età? Gli stessi concorsi pubblici fissano delle età che negano a noi donne il diritto a parteciparvi se abbiamo oltre 35 anni. Ma allora, perchè continuano a dirci la a 40 anni nasce la nostra seconda giovinezza? Secondo la nostra carta costituzionale ogni cittadino ha diritto ad un lavoro indipendentemente da razza sesso religione e idee politiche ( esclusi i minori ) ed età. Ora a contribuire a quest’indiscriminata e scellerata missione di discriminazione si è aggiunta anche la riforma pensionistica che fissa in 42 anni l’età contributiva. La domanda mi sorge spontanea; Coloro ( donne ) che hanno già versato dei contribuiti per aver lavorato in passato, ma essersi involontariamente fermate come riusciranno a raggiungere l’età contributiva per godersi la meritata pensione? Es. donna 40 anni – 15 anni contributi versati fino al 2003 – causa maternità licenziata ( solo un esempio ) poi stop. 

 

Qualcuno sa dirmi come raggiungerà sto traguardo? No, perchè l’INPS – ( ENTE NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE ) i miei soldi li hanno intascati ma in che modo io posso ottenere beneficio dal fatto che li ho “prestati” temporaneamente all’inps? C’è un esperto in materia che possa fornire adeguate risposte? Le varie associazioni di consumatori hanno mai pensato di avviare un’azione legale al fine di consentire a noi anziane donne 40enni di riavere indietro questi soldi?   di  Antonella Soddu

 

OKKUPAZIONE A 5 STELLE.


ieri sera in aula durante l’okkupazione era presente anche Scillipoti, motivo? Sarà stato mandato li pensando che una lezione di rilettura della costituzione potesse servire anche a lui? la discussione in aula tra l’On. Lupi e il deputato Colletti ? ad onor del vero Lupi stesso aveva già richiamato Buttiglione poco prima e quando Colletti ha preso parola Lupi ha anche detto che il richiamo era appropriato, non si comprende quindi la supponenza e l’arroganza adottata da questo signore nel rivolgersi allo stesso ” non può interrompermi ” ma dove stiamo finendo?

ABBIAMO CAMBIATO PIATTAFORMA....... Il nuovo link https://alganews.wordpress.com/

Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

Non è ammissibile quanto sta accadendo nelle aule di camera e senato in questi 45 giorni in cui i nuovi deputati e senatori si sono insediati. Le aule istituzionali si sono trasformate in una sorta di casa del grande fratello, il linguaggio usato da gran parte dei deputati e senatori m5s è di quelli che si possono riscontrare facendosi una passeggiata all’uscita delle scuole medie, licei e istituti professionali. Sta perdendo spessore il buon senso e il rispetto che si deve a quelle aule che hanno visto sedervi negli scranni i più illustri politici e statisti. Sta prendendo corpo il linguaggio della supponenza, dell’arroganza e del bullismo che tanto condanniamo, quando sono perpetrati dai nostri ragazzi nelle scuole. Non serve a nulla, dunque, investire denaro per le campagne di sensibilizzazione nelle scuole, visto il risultato. Cosa ben più grave è ravvisata nella palese convinzione che gli stessi hanno…

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