In Europa l’ Imu la pagano tutti


DI ANTONELLA SODDU

Siamo solo noi  a pagare una tassa sugli immobili   oppure  questa è una tassa dovuta  in tutta Europa?  Sull’ Imu italiana l’Europa si pronunciò affermando che era illegittima,  o quantomeno da rivedere. Oggi  è il punto centrale dei vari programmi   di  tutte le principali  forze politiche del nostro paese, e tra i punti del programma del Governo Letta,  si  è deciso di  rimandare la rata di Giugno poi, si vedrà se abolirla del tutto  o rimodularla. Qualcuno  in italia  si chiede se  debba esser  l’Imu la priorità. Ad ogni modo  proviamo a fare un viaggio all’interno degli affari  di tasse di alcuni  dei principali paesi d’Europa. In Olanda per esempio esiste il  WOZ –  si tratta di  un’ imposta comunale sugli immobili. È una tassa a carico del proprietario della casa. Il valore del  Woz  è calcolato  ogni anno dal comune di residenza. Il  WOZ  è inoltre utilizzato per due principali scopi – come base per il calcolo  della tassa di proprietà locale  e per calcolare il reddito  relativo alla proprietà nella dichiarazione dei  redditi. In Olanda chi sistematicamente  non presenta dichiarazione dei redditi rischia la pena detentiva per due settimane  e multa di  750 euro. Inoltre il nominativo del contribuente evasore viene messo in cima  per controlli anche per gli anni a venire. Se pensate, dunque di andare in Olanda per pagare meno tasse sappiate che la differenza rispetto all’Italia è decisamente minima e, diversamente dal nostro paese, l’evasione fiscale Olandese è decisamente bassa, con un sistema di verifica molto efficiente. Come in Italia, entro marzo vanno comunicati i redditi dell’anno precedente sul quale si dovranno versare le seguenti imposte che vanno dal 33% dei primi 18.000 euro a oltre il 52% sui redditi otre i 60.000 euro. La  questione tasse sulla casa, in Francia, non è da meno anzi, esistono addirittura  due tasse locali, quella sulla abitazione ( Taxe d’ habitation )  e tassa foncière . Entrambe sono legate al valore catastale. La prima  viene pagata dal proprietario o in alternativa dall’ affittuario ma, solo nel caso il contratto sia a lungo  termine. La  cifra da pagare è stabilita dai comuni. Per quanto concerne la seconda tassa sugli immobili, invece, va alla municipalità e l’ammontare varia a seconda della regione di appartenenza dell’immobile. Il pagamento viene effettuato il 15 Ottobre tutti gli anni, e può essere eseguito con assegni bancari, via R.I.B. o T.I.P. o anche via internet dal sito delle Imposte Francesi. . E non si pensi di non pagare l’abbonamento tv, altra tassa molto contestata in Italia, nemmeno per idea. Infatti, insieme all’avviso per il pagamento della taxe d’abitation arriva anche quello per Il canone della Tv nazionale. Il pagamento va effettuato entro il 31 maggio di ogni anno ed inviato al Trésor Public.  E’prevista, per legge,  un assicurazione sulla casa  tassativamente obbligatoria. La tassa sulla casa esiste anche in Germania, è una tassa fondiaria (equiparabile all’Imu italiana) calcolata in base a specifici moltiplicatori. Si parte dalla rendita catastale (circa il 60% del valore di mercato dell’immobile) comunicata da ogni Bundesland. Tale rendita viene poi moltiplicata per indici differenti a seconda delle province (in media intorno allo 0,35%) e della città. Non ci sono tasse patrimoniali sugli immobili. È invece prevista un’imposta sul reddito da locazione, ad aliquota marginale. Sulle spese effettivamente sostenute è poi calcolata una deduzione analitica. Il viaggio delle tasse prosegue  in Inghilterra  e in Spagna. Nella prima esiste la Council tax e generalmente varia tra lo 0,5% e il 1,3% del valore catastale dell’immobile. E’ una tassa sugli immobili equiparabile a quella italiana. In Spagna invece regime il  fiscale sulla casa è  più simile a quello italiano. Anche in Spagna esiste un’imposta sul reddito applicata esclusivamente alla seconda casa, a cui si aggiunge un’imposta sui beni immobili con aliquote che variano tra lo 0,4% e l’1,1 per cento. È stata inoltre reintrodotta di recente una tassa patrimoniale applicata solo ad abitazioni di valore superiore ai 700mila euro. Anche qui è prevista un’imposta sui redditi da locazione ad aliquota marginale, con possibile deduzione delle spese effettivamente previste. Nel caso l’abitazione sia affittata a giovani tra i 18 e i 35 anni, il locatore beneficia di una esenzione integrale delle imposte sul reddito. Alcuni mesi fa il Commissario europeo agli Affari Sociali, Laszlo Andor, fa alcuni  rilievi  sull’IMU, giudicandola come poco progressiva e capace di aumentare la povertà. Si è espresso in questi  termini  anche  nei confronti degli altri membri dell’UE.  E, oltre questa sottolineatura di Laszlo Andor, perché noi, in Italia, condanniamo cosi  ferocemente le tasse? Sarà il caso di  obbligarci  ad alcune approfondite lezioni di dovere civico? Dovremmo pretendere a gran voce che alle tasse equivalgano  i servizi  e prima di tutto che si abbia modo di poter pagare le tasse  tutti senza esclusione di nessuno.  Altrimenti che si fa parte a fare di uno stato?

(pubblicato anche sul  Blog Giornale online ALGANEWS di Lucio Giordano)

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