“IL GRANO SARACENO” dei Grillini


di Antonella Soddu.

A leggere certe notizie, uno o si fa parte in modesta riflessione per cercar di accettare che, certe cose bene o male esistono e fanno parte della nostra quotidianità data dal fruttuoso sviluppo dell’ignoranza, oppure non si rassegna e cerca di debellarla con ogni mezzo possibile. Prima di proseguire, premetto, a me torna in mente una frase eloquente che mi sentì, tempo fa, rivolgere da un ex amico entrato, dopo le scorse elezioni regionali in Sardegna, a far parte dello staff di un assessorato come consulente. – “Pigliaru, sulla questione preparazione e competenza, è stato categorico. In tutti gli staff deve esserci gente preparata e con titoli di studio” – Bene, a me può star più che bene, ma, quando leggo e sento certe eresie mi assale la voglio incontrollata di rivolgere all’indirizzo di questi saccenti e preparati professionisti, tanti di quegli epiteti volgari che al solo pensarli non mi riconosco neppure io. Poi mi assale l’ ansia, lo sconforto, la delusione e anche un po’ di rabbia a pensare che abbia buttato al vento quasi sedici anni della mia vita in un lavoro che partendo dalla qualifica più bassa dei livelli mi ha, man mano, nel corso degli anni, condotta a meritarmi quella più alta nel campo. Oggi, nonostante abbia quella qualificata sulla carta per meriti professionali acquisiti, non ho, tra le tante carte, quella che attesta un titolo di studio che, secondo gli illuminati del secolo, dovrebbe esser la sola e unica carta che ti consente l’ingresso nel mondo del lavoro. E se a questo ci aggiungiamo che noi ultra 40nne non possiamo più nemmeno considerarci – “abili al lavoro” – c’è da prender atto del dato di fatto che è in corso lo sterminio di padri e madri di famiglia che non son considerati più utili nemmeno  ai fini dei dati ISTAT sulla disoccupazione. Allora, leggendo la storia della pasta made in Italy che made in Italy più non è a causa dell’utilizzo del “grano saraceno” – ddl n. 1407 del 23 luglio 2013 presentato da quattordici parlamentari del m5s – http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/15147  – il  dubbio s’insinua ancora più forte.  Ammesso e concesso che la liberalizzazione del mercato, cosi com’è  concepita, non porta nessun vantaggio all’economia dei paese aderenti all’ UE, e, senza forse, l’Italia è uno dei paesi più danneggiati, ma,  è bene anche sapere che, per esempio –  qui  tutte le info in proposito – http://gusto.logg.it/2009/11/24/grano-saraceno-della-valtellina/ – il grano saraceno era uno degli alimenti fondamentali nella dieta dei contadini della Valtellina, in provincia di Sondrio e dell’intero arco alpino fino all’inizio del secolo scorso. Il primo documento che cita il grano saraceno in Valtellina è antecedente al 1600 e la sua coltivazione raggiunge la massima espansione nella prima metà dell’Ottocento. Vediamo di capire meglio  di cosa si tratta  quando si parla di “grano saraceno” –  http://it.wikipedia.org/wiki/Fagopyrum_esculentum – qui  tutte le info.  Alcune  in modo  particolare è utile segnalarle – “Il grano saraceno contiene un glucoside denominato rutina, un composto fitochimico che tonifica le pareti dei vasi capillari riducendo il rischio di emorragie nelle persone affette da ipertensione e migliorando la microcircolazione nelle persone con insufficienza venosa cronica. Le foglie di grano saraceno essiccate da usare per infusione vengono commercializzate in Europa sotto il marchio “Fagorutin”. Il grano saraceno contiene D-chiro-inositolo, un componente del sistema di messaggeri secondari per la trasduzione del segnale dell’insulina che si è riscontrato essere carente nel diabete di tipo II e nella sindrome dell’ovaio policistico (SOPC). Sono in corso studi sul suo uso nel trattamento del diabete di tipo II. Ricerche sul D-chiro-inositolo e sulla SOPC hanno evidenziato risultati promettenti.  Si è rilevato che una proteina del grano saraceno si lega saldamente al colesterolo. Sono in corso studi sul suo uso per ridurre il colesterolo plasmatico nei soggetti che presentano iperlipidemia.  Il grano saraceno è un potente allergene in grado di indurre, in pazienti sensibilizzati, anche reazioni severe quali l’anafilassi.  I casi di anafilassi indotti dall’ingestione di grano saraceno sono stati riportati prevalentemente in Asia (Giappone e Corea soprattutto), e più recentemente anche in Europa, specialmente in Italia, dove il grano saraceno è stato descritto essere un “allergene nascosto”. Un recente articolo pubblicato da Heffler  e colleghi, dimostra come le reazioni allergiche, anche severe, indotte dall’ingestione accidentale di grano saraceno come allergene nascosto in alimenti quali la pizza o altri prodotti con farinacei, non sono così rare come precedentemente descritto, per lo meno nel nord Italia.

Il nuovo avanza inesorabile, son passati dalle università al bancomat di Montecitorio, saltando il passaggio inutile dei centri per l’impiego. Niente di più e niente di meno dei parlamentari di altri partiti che continuamente deridono, insultano e vogliono cacciare via.  In fondo, mi spiego benissimo il loro amore sconfinato per il capo. Micca si può sputare sul piatto su cui si mangia!  Ahi povera Italia, quanto male che ti  infliggi.

 

 

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