Con l’estate torna l’incubo degli incendi in Sardegna.


Di Antonella Soddu

Domenica 8 Giugno, 36°  di  temperatura, caldo  afoso  e voglia di mare. E’ arrivata l’estate, finalmente.  Ahimè, con l’estate  anche gli incendi, soprattutto   in questo mese  di giugno dedicato alla mietitura del grano. Si parte, e purtroppo si parte male. Infatti di oggi la notizia dell’arresto di un uomo di  44   della  provincia di Cagliari. L’uomo  è stato  arrestato con l’accusa di aver appiccato nell’arco di un ora e mezza  7  roghi. SI tratta del primo arresto   della stagione.  L’uomo nel pomeriggio di domenica ha appiccato, usando della diavolina, sette roghi mandando  in fiamme  e fumo  2  ettari  di vegetazione lungo il littorale di  Quartu.  Fortunatamente  l’uomo  è stato  notato da alcuni  testimoni che hanno  dato l’allarme. L’uomo  non avendo  precedenti   è stato rimesso in libertà in attesa del processo  fissato  per il 20 giugno   prossimo.  La questione incendi, ne  abbiamo parlato anche lo scorso anno, in più di un occasione, è  alquanto complessa.  La RAS – Regione Autonoma della Sardegna –  fa ogni anno   campagna di prevenzione anche nelle scuole,  emana  allo stesso  tempo, ogni  anno, le cosiddette  – “prescrizioni regionali antincendio” – https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20140418141437.pdf  – ma purtroppo non fa quello che sarebbe  giusto, corretto e ovvio  fare. In parole semplici far rispettare  le norme che ella stessa  emana  e per le quali indica  esplicitamente  chi è chiamato a verificare e far prevenire  – come si evince dal Titolo VII – Vigilanza, prevenzione e sanzioni – Artt. 28 e  29 –  1) Le violazioni alle presenti Prescrizioni Regionali saranno punite a norma dell’articolo 10 della Legge 21 novembre 2000, n. 353, che prevede l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a euro 1.032,00 e non superiore a euro 10.329,00.  2) Con riferimento ai divieti di cui agli articoli precedenti, nel periodo di elevato pericolo di incendio boschivo di cui all’art. 4, il pericolo d’incendio è presunto.  – Art. 29 (Personale incaricato della vigilanza)  1) Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Sindaci, i Vigili Urbani, le Guardie  Campestri e le Compagnie dei Barracelli, vigileranno al fine di imporre la più stretta osservanza delle presenti disposizioni, oltre che di tutte le leggi e regolamenti in materia di  incendi nei boschi e nelle campagne, e perseguiranno i trasgressori a norma di legge.  Non lo fa per quale motivo?   Basta farsi un giro   nelle periferie dei paesi e spesso anche  in  certe zone interne dei  paesi per rendersi conto  dell’incuria e abbandono  che imperversa il territorio. Questo video  è solo un esempio per capire di cosa si parla quando  so afferma che la prevenzione non è fatta come prevedono le leggi regionali di cui sopra. https://www.youtube.com/watch?v=DVdKn1mY_9U&feature=youtu.be   ( il video  è fatto  con cellulare  ma  rende l’idea ) .  Dicono per mancanza di fondi, ok. Ma         quando si tratta di aree  di privati, perché non mandare sollecito  scritto  al cittadino che  si rende sordo  e cieco alle prescrizioni delle norme antincendio? E quando si tratta di aree di proprietà comunali, perché  l’ufficio tecnico non ne dispone la tempestiva pulizia dalle sterpaglie?  Inutile poi – per cosi dire – “piangere sul  latte versato”.  Diciamoci chiare le cose, il tizio   arrestato   per aver appiccato  sette roghi in un ora e mezza, definito  dalla stampa  – “incendiario inseriale” – io quasi,  quasi lo definirei – “lavoratore stagionale del settore incendi”.  E torniamo punto  e  a capo, cioè a porci l’interrogativo del perché ogni  anno  ci si trova  a combattere con la piaga degli incendi, da  condannare con fermezza, ma  senza andare alla fonte del problema. Assunzioni  estive comprese…

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