ELEZIONI EUROPEE. HO VOTATO IL PES DI MARTIN SCHULZ


per l’europa che cambia

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Il video messaggio di Grillo. Di analisi politica sui voti persi nemmeno l’ombra.


di  Antonella Soddu

Aveva detto – “se perdiamo, andiamo a casa” – Resta l’aveva detto. Tutti in attesa del video messaggio di Grillo. Ebbene, eccolo, è questo, non aspettatevi un’analisi politica del voto intelligente. E’ qualcosa come la storia dell’elettore cinque stelle che si è portato la biro da casa per esprimere il suo voto. http://www.beppegrillo.it/videos/0_8anguyt3.php  . Cosa dice? Niente. A parte confermare che resta e non va a casa. Il finale è il riassunto del nulla perpetrato in questi mesi dal M5s autopromossosi il vero cambiamento. Il nulla sta chiuso tutto in queste parole che di analisi politica hanno veramente poco -“Casaleggio è in analisi per capire come mai si è messo il capellino.” – Prosegue Grillo – “Ci arrivano mail per capire se noi ci siamo, state tranquilli, noi ci siamo anche se #vinconoloro”. Intanto io mi prendo un Maalox non si sa mai (GRILLO assume una pasticca), c’è né una anche per Casaleggio. Casa, vien qua, c’è né una anche per te vien qua”. Insomma, parliamoci chiaro, avete sbagliato qualcosa. Forse avete pagato il fatto di dire sempre e solo, No. La politica va cambiata, certo, ma, resta un dato di fatto che occorrono idee e non insulti, a parolacce e urla scalmanate. Avete pagato il paragone con nomi storici della politica italiana, avete pagato il vostro appropriarvi di valori che spesso esistono anche in uomini e donne che scelgono i partiti tradizionali e scelgono, come voi, di andare controcorrente e per questo non sono in vista. Lavorano silenti senza esporsi ma non per questo con meno onestà della vostra tanto decantata. Avete pagato il fatto di fare di tutta un’erba un fascio. Idee nuove certo, ma messe in discussioni in dialogo costruttivo anche con quelle stesse forze politiche che spesso definite ladri. Anche le iniziative parlamentari, seppur per certi versi corrette e propositive, siano risultate il nulla, non per esser fatte dall’opposizione, non sono state incisive. L’esempio più clamoroso – ” Cosa hanno fatto, per esempio, i parlamentari sardi m5s per la questione mobilità in deroga che da oltre diciassette mesi non è pagata agli oltre dodici mila aventi diritto ?” – Nulla. I sardi questo, per esempio, lo sanno bene.  E’ un esempio, uno degli interrogativi. Proponetevene altri. E’ il caso. Inutile paragonare la vostra percentuale di voti all’ IVA del 23% rubata dai partiti.

Verso il nuovo corso. La vittoria del Pd contro la demagogia e il populismo.


di Antonella Soddu

Ha vinto il PD, anzi,  ha vinto   con una larghissima maggioranza; in Italia. 58,69%  di affluenza al voto contro il  66,43% di cinque anni fa.  A livello  di percentuale europea  l’Italia  ha anche il primato della percentuale più alta di affluenza al voto.   ( tutti i dati  relativi il voto sul sito del Viminale http://elezioni.interno.it/europee/votanti/20140525/Evotanti.htm ). Premesso che nessuno si aspettava  questa  vittoria  cosi  larga  sul  populismo  del M5s, sull’aggessività, sul nulla espresso  in questo anno  e mezzo che Grillo  e il suo movimento hanno  dimostrato. Hanno perso un occasione, esattamente  quella del    Febbraio scorso. Hanno  optato per un no neppure tanto  costruttivo. Fermo restando che la vittoria in Italia, lo ricordiamo, oramai è evidente,  è  il nuovo  corso della terza Repubblica con un  nuovo  verso  che ancora deve avere anche nel  nome diverso  da quello  che è il concetto di sinistra, non è  di fatto la vittoria della sinistra in Europa. Infatti,  i prossimi  cinque anni di parlamento europeo saranno ancora  una volta  di destra.  Il PPE, detiene  il  grosso della fetta,  ( qua i dati http://www.risultati-elezioni2014.eu/it/election-results-2014.html )   214  europarlamentari  percentuale 28.50%  mentre il secondo  gruppo  resta  il  S&D  189 percentuale 25.17% . Sarà il PPE ad esprimere il nome  del prossimo Presidente della Commissione, probabilmente Junker Schulz .  Il ruolo dell’Italia  in Europa,  nei prossimi cinque  anni,   ha però  una valenza   che possiamo    definire unica, irripetibile e   imperdibile. Ci attendono i sei mesi della presidenza, e ci attende l’impegno  per sfruttare  tutte le possibilità che  ci sono sfumate sotto  gli occhi in questi ultimi anni per inerzia  e incapacità  di politici  scadenti.  La vera  vittoria di Renzi, se sarà capace di portarla a casa, sarà quella  di provare a contribuire  per rendere un Europa   più vicina  al concetto di politica sociale   e comunitaria, lontana dalle logiche di una politica economica improntata sul sistema bancario tanto lontano  dai  reali bisogni dei cittadini  europei.  Detto ciò, il PD in Italia oltre alla vittoria  a nome del partito, riesce a portare  a segno un altro piccolo  traguardo. Quello relativo al  candidato più votato   a livello nazionale. Si tratta  dell’ex governatore della Sardegna e patron di Tiscali, Renato Soru,   che ha  ottenuto 182 mila preferenze. Un trionfo. Un larghissimo margine sugli sfidanti del suo  e degli altri partiti.   I sardi  hanno  riposto in lui la fiducia ancora una volta, dopo avergli dato   fiducia   quando  ebbe la carica a  governatore della Sardegna, e dopo  la delusione,  per certi versi,  data dal suo operato.  In Sardegna resta il pensiero/speranza condiviso che  Soru possa ripagare l’isola per il fatto di non aver  avuto modo di concorrere, ancora una volta,  alla competizione europea  come collegio unico. L’altro dato importante di queste elezioni  va letto   nella   bruciante sconfitta che ha subito il socialismo  francese che vede già da oggi la convocazione da parte di Hollande di una riunione urgente per valutare la crisi.   Resta l’ incognita   sul comportamento che avrebbe assunto  Renzi nel caso  in Italia  si fosse verificato  il contrario dei numeri usciti  fuori  dalle urne. Lo lasciamo  dire ai lettori. Grillo, che dire, il risultato della bocciatura del movimento   attesta gli italiani amano più chi cerca di dare prospettive di ottimismo e rinascita rispetto a chi parla sempre e solo di distruzione e critica, le parolacce e gli appellativi non possono in nessun caso  sostituirsi  a  programmi e delle idee.   E anche  qui, mi sia consentito,  occorre ricordare che  alle scorse governative il movimento di Grillo aveva ottenuto una grossa fetta di voti proprio da  quella Sardegna che oggi, forse anche a causa del suo no a presentarsi alle elezioni  regionali  del   Febbraio scorso,  lo ha bocciato,  http://elezioni.interno.it/europee/scrutini/20140525/E5200000000.htm  ( i  dati   del Viminale ) 172, 216 preferenze  per una percentuale del 30, 51%  contro  i 218.703 voti  di preferenza portati a casa dal Pd per una percentuale del 38,74%.  Insomma, questa volta sono i Sardi ad aver detto no a Grillo anche e soprattutto per il non programma.  Grillo e Berlusconi assieme stanno 5 punti sotto Renzi.  E, aggiungo, il colpo più duro oggi lo ha ricevuto  Forza  Italia che ha scelto, forse in maniera più palese del movimento di Grillo, di legarsi ad un nome piuttosto che ad un tentativo di rinnovamento.  Renzi rappresenta una sinistra moderata e moderna in linea con le socialdemocrazie occidentali, e il più forte partito del Pse. È la prima volta che la sinistra supera il 40% (neanche Pci e Psi assieme ci riuscirono) e che potrebbe governare senza alleanze. Malgrado ciò  le polemiche contro Renzi vengono da sinistra.  Infine,  chi ha perso a mio sommesso avviso   sono i sondaggisti . Hanno fatto  valutazioni errate  in occasione delle governative, hanno  ripetuto  errate valutazioni in questa occasione.

 

 

E’ TORNATO CIRIACO DE MITA. E’ IL ‘NUOVO’ SINDACO DI NUSCO CON L’80 % DEI VOTI.


di Antonella Soddu

Zitto, zitto è tornato. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe tornato De Mita ? Sarà per caso il segno che il nuovo non avanza di certo con l’età sotto gli anta, anta e che prima o poi qualche abito vecchio da dentro l’armadio è sempre conveniente rispolverarlo? Ad ogni modo da oggi il Comune di Nusco ( in provincia di Avellino ) ha il suo “nuovo”, per cosi dire, Sindaco, nella persona di Ciriaco De Mita, 86 anni ex leader della Dc 1.136 voti, pari all’80%, contro i 336 voti (20%) della sua sfidante, l’ingegnere Rosanna Secchiano. De Mita è riuscito anche a riportare lo scudo della Dc sopra uno sfondo blu, ha fatto campagna elettorale, lontano dalle luci della ribalta, alla vecchia maniera, porta a porta, pochi manifesti se non quelli affissi appena dieci giorni fa e, cosa che non si vedeva più da tempo, ha campeggiato la scritta – “vota la lista n. 1”. A 86 anni è tornato e quando gli hanno detto che stava vincendo lui, ha preferito attendere l’ufficialità dei dati senza farsi sfuggire una frase che racchiude anche tutta la sua storia politica – “sotto l’ 80% sarebbe stata una sconfitta”. De Mita docet. ImmagineCiriaco De Mita

Gianfranco Lecca è il nuovo segretario del Partito socialista Sardo


Psi, Gianfranco Lecca eletto segretario
“Dobbiamo restituire visibilità al partito”

Psi, Gianfranco Lecca eletto segretario "Dobbiamo restituire visibilità al partito"Gianfranco Lecca

Gianfranco Lecca è il nuovo segretario del Psi. L’elezione è avvenuta in occasione del 2° congresso regionale del partito che si è tenuto a Cagliari. Il neo segretario, 59 anni perito agrario di Loceri, subentra a Peppino Balia. Lecca è tesserato al Psi dal 1974. Dal 1986 al 1989 è stato Presidente della comunità montana n. 11 Ogliastra e Presidente Asl n. 9 di Lanusei. Dal 2005 al 2006 è Consulente esperto in infrastrutture territoriali presso il ministero dell’attuazione del programma del Governo, On. Stefano Caldoro. E’ stato per tre volte Consigliere comunale del Comune di Loceri, dal 2010 al 2013 Consigliere Provinciale dell’ Ogliastra. “Si dovrà lottare tutti insieme per riportare il nostro partito alla piena visibilità”, ha detto il neo segretario, “sono tante le difficoltà che ci attendono ma siamo certi che giovani e donne di qualità sono elementi importanti per il raggiungimento dei nostri obiettivi”.