QUOTE ROSA? PURA DEMAGOGIA. CONTA IL MERITO


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I «due marò»: quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto


Il Malpaese

duemaro[Una delle più farsesche “narrazioni tossiche” degli ultimi tempi è senz’altro quella dei “due Marò” accusati di duplice omicidio in India. Fin dall’inizio della trista vicenda, le destre politiche e mediatiche di questo Paese si sono adoperate a seminare frottole e irrigare il campo con la solita miscela di vittimismo nazionale, provincialismo arrogante e luoghi comuni razzisti.
Il giornalista Matteo Miavaldi è uno dei pochissimi che nei mesi scorsi hanno fatto informazione vera sulla storiaccia. Miavaldi vive in Bengala ed è caporedattore per l’India del sito China Files, specializzato in notizie dal continente asiatico. A ben vedere, non ha fatto nulla di sovrumano: ha seguito gli sviluppi del caso leggendo in parallelo i resoconti giornalistici italiani e indiani, verificando e approfondendo ogni volta che notava forti discrepanze, cioè sempre. C’è da chiedersi perché quasi nessun altro l’abbia fatto: in fondo, con Internet, non c’è nemmeno bisogno di vivere…

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INCHIESTA FONDI AI GRUPPI CONSILIARI IN SARDEGNA: Ornella Piredda, esempio di onestà civile.


Immagine nella foto Ornella Piredda

di Antonella Soddu 

La   questione dei  fondi  ai gruppi consigliari   è dilagata in maniera    veloce   coinvolgendo    un po’ tutte le regioni italiane. Nessuna  o quasi, allo stato  attuale ne è immune.  Accade la stessa cosa anche in Sardegna, regione  in cui per la prima  volta   vengono  scoperte  le pentole della cattiva  gestione della cosa pubblica.  In tutto questo,   da quando sono  partite le indagini, 68  sono i consiglieri, appartenenti  a tutte le forze  politiche senza distinzione alcuna,  ad esser coinvolti e indagati. Il nome  più noto  è quello di  Francesca  Barracciu,  europarlamentare Pd,   vincitrice delle primarie di coalizione sarde per la carica di Governatrice  della Sardegna a cui  ha, a suo dire,  rinunciato per il bene del partito e della Sardegna. La  Barracciu, lo ricordiamo deve  rispondere di aver usato  33 mila  euro  per rimborso  benzina  per la sua attività parlamentare in Sardegna. Attualmente  la stessa  è stata nominata sottosegretario  al  ministero della cultura del neo governo  Renzi.   Detto  ciò, tutti  sappiamo  che  esiste  l’inchiesta, che ci sono degli indagati ma pochi  sanno   come e  grazie a chi  l’inchiesta  è partita e in questo  senso  occorre doverosamente aprire una piccola parentesi chi riguarda ancora  una volta  il coraggio di pochi  e la  corretta  visione del  termine   corretta gestione della cosa pubblica. Ancora di più è necessario metter l’accento  sul  valore che assume la lotta contro l’omertà   e sul  rischio  che corre chi onestamente sceglie la via  della  non omertà e della legalità  e facendolo sa  a cosa potrebbe andare incontro. E’ il caso  di Ornella Piredda    funzionaria pubblica  italiana e responsabile  URP  della direzione delle Politiche Sociali  della Regione Sardegna.  A    lei si  deve  l’apertura delle  indagini. Infatti,  nell’autunno del  2008 Ornella Piredda presentò  presso la Procura  della Repubblica  di Cagliari   due  esposti  talmente  completi  e articolati  con  cui   denunciò la pratiche usuali  presso il gruppo misto. Elencò dettagliatamente la totale assenza di  regolare rendicontazione  dei  fondi erogati ai gruppi per le  spese inerenti la loro attività istituzionale. La Procura di Cagliari  prese subito in carico gli esposti  e  le successive  e numerose  dichiarazione della Piredda sentita   più volte come  persona informata dei fatti.  Da li i primi  avvisi   di  garanzia  contro  i  primi  20  consiglieri  regionali appartenenti  al  Gruppo Misto, l’ipotesi di reato  formulata  quella   peculato aggravato.  Emerse  inizialmente  che  tali  fondi venivano  erogati   addirittura  in misura fissa mensile   pari a  2700  euro  a consigliere senza  che queste somme venissero rendicontate.   L’ ipotesi accusatoria   venne   presa  in carico  dal   GUP del Tribunale di Cagliari Dottoressa Cristina Ornano che  accogliendo la  richiesta della Procura il 20 dicembre  2012 dispose il rinvio a giudizio  per  18   degli imputati.  Gli altri due,  Salvatore Ladu ( PDL )  era già stato inviato  a giudizio, E Adriano Salis  ( Idv )  nel novembre  2013  è stato  giudicato  con rito  abbreviato  e condannato in primo grado  a  un anno  e sei mesi di  reclusione. L’inchiesta  scaturita dai due  esposti della Piredda sono oggi considerate  una sorta di inchieste pilota   nel loro genere in quanto  da  allora  sono state avviate analoghe indagini in tutta Italia, con  nuove aperture di fascicoli  d’inchiesta  anche nelle stessa   Regione Sardegna   dove la Procura di Cagliari  ha esteso le indagini  ad altri 44  consiglieri regionali in carica  nelle  ultime   tre legislature.  L’ onestà  però sembra non ripagare mai,  o meglio   se ti mostri  onesto  sei  quello che va combattuto  è distrutto. Sei quello che va emarginato  e considerato il peggior male che possa capitare  e ti trovi poi   a dover combattere un’altra dura battaglia. Quella  che vuole  vedere vincente l’onestà a discapito  di tutto  e  tutti. E’ quello che è accaduto  a Ornella Piredda  la quale a seguito della sua  decisione  di denunciare   divenne  ella  vittima  di  numerose  ritorsioni quali, retrocessione a mansioni    inferiori rispetto  a  quelle che le spettavano, trasferimento coattivo  presso altri  uffici regionali.  Anche  qui   Ornella Piredda  ha dovuto ricorrere alle vie giudiziarie  presso il Tribunale del lavoro di Cagliari il quale   riconobbe l’illegittimità del  demansionamento  e condannò il Capogruppo al pagamento  delle differenze contributive.  Dal  2008  ad oggi  Ornella Piredda  ha condotto una  battaglia in totale solitudine e come  lei  stessa  ha dichiarato domenica 2 marzo 2014   nel corso del  programma  di Giletti  – “ è stata dura  ma  oggi mi sento meno sola  anche  grazie ai numerosi  attestati  di solidarietà che  ricevo ogni   giorno” .  Nel corso del programma, Piredda,  ha ricostruito e ripercorso  le ragioni che allora la indussero  a  denunciare  tutto  alla magistratura – “mi resi conto  che  c’erano tante circostanze poco chiare  notai  l’assenza totale di  rendicontazione”.   Giletti ha più volte  sottolineato  la  “grandissima dignità  e  grandissima correttezza  professionale e umana di  Ornella”.  Oggi, come  lei stessa ha sottolineato, Ornella  non è più sola . Tante persone  in Sardegna , e ora  grazie  anche ad una pagina  creata appositamente   su  facebook per sostenerla,  https://www.facebook.com/events/224398004409954/?notif_t=plan_reminder    la vicenda  che la vede  coinvolta  è portata ad esempio  di  onestà e coraggio civile.  Per il 4  Marzo   giorno dell’avvio della prima  udienza  alla quale  anche Ornella verrà sentita come testimone,  è previsto un evento   in forma  flash mob e tale  evento si  ripeterà ad ogni  udienza a seguire.  “Ora mi sento  meno sola”  – ha dichiarato  Ornella,  qualcuno  dovrebbe  provare a trovare il suo stesso coraggio.  E magari chi  oggi ricopre cariche di governo   sapendo    di aver qualcosa  da chiarire con la giustizia  e soprattutto  con i cittadini  dovrebbe imparare la lezione.

 

 

 

ROMA, CONGRESSO PES: RENZI ISCRIVE IL PD ALLA SCUOLA DELLA SINISTRA UE


di Antonella sodduImmagine

Fine settimana movimentato a Roma, presso il Palazzo dei Congressi in piazza Kennedy all’ Eur. E’ iniziato ufficialmente giovedì 27 marzo il primo congresso Pes in Italia, organizzato dal Partito Socialista Europeo, dal Psi e dal Pd.

La sede di Roma non è stata una scelta a caso. Un evento atteso e prospettato da anni, quello dell’ingresso del Pd nella grande famiglia socialista europea. Ieri, il partito ha preso quasi all’unanimità la decisione di iscriversi al Pes a cui, ricordiamo, fin ora era iscritto solo il Partito Socialista Italiano, il cui Segretario Senatore Riccardo Nencini è stato oggi nominato vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. La richiesta del Pd verrà discussa nella mattinata del 1 Marzo in sede congressuale, in cui sono previsti dibattiti e interventi di vari esponenti del mondo politico sia italiano che europeo. Insomma, quello da tutti definito “il democristiano” Renzi in un solo colpo è riuscito a convincere la direzione del suo partito ad aderire al PSE, cosa che non era riuscita ai suoi predecessori di sinistra.

L’auspicio è che da ora in avanti si possa cominciare a confrontarsi sull’Italia di oggi e del futuro, su una politica non più fatta solo di economia delle banche, di speculatori finanziari, di evasioni fiscali e di welfare. Il Pd oggi ha fatto una scelta, in ritardo, ma, l’ha fatta. Sarebbe stato meglio averci pensato qualche anno fa, per un segnale e/o un impronta diversa in materia di politiche attive di sinistra vera. Il Partitolo Socialista italiano lo aveva a lungo auspicato, adesso è la svolta definitiva, seppur la cosa abbia procurato più di un mal di pancia, e qualcuno dice: “non voglio morire socialista”. A questo punto anche i socialisti italiani potrebbero rispondere “non vogliamo morire democristiani”.

Ma non è più tempo di lotte e beghe tra partiti, è tempo di unificazione e progettazione anche in vista delle elezioni europee che si terranno tra cento giorni . Il balzo è fatto, non si torna indietro. E’ un passo verso la socialdemocrazia riformista che caratterizza le maggiori formazioni di sinistra europee. Infine, lasciatemelo dire, c’è una cosa di cui l’Italia ha bisogno: provare a fare politica senza personalismi, senza più il perenne attacco all’avversario a livello personale negando lo spazio alle cose che fa o che ha fatto in passato, nel bene e nel male. Manca anche la classe, che non è acqua, lo stile, la cultura politica, la reale comunicazione da e per i cittadini, che non è nemmeno quella urlata e sbraitata dal M5s, no. E’ un altra cosa e ce lo hanno dimostrato ancora una volta gli ospiti in casa, con parole semplici, chiare, dirette. Rivolgendosi alla platea congressuale Martin Schulz e gli altri esponenti del Pes presenti, hanno parlato come al vicino della porta accanto di austerity, di economia delle banche, di lavoro, di lotta alla disoccupazione di redditto di cittadinanza europeo basato sul singolo Pil di ogni paese membro, di pari opportunità, di integrazione, in maniera chiara e comprensibile, senza mai scendere nella critica arrogante all’avversario. Rispetto e chiarezza. Fatti e non parole. Attivisti, delegati, parlamentari di tutta europa, spagnoli, francesi, tedeschi, svedesi, belgi, qui si è visto tutto un altro modo di far politica, quella vera e bella. Ho visto e percepito questo, ci hanno dato in casa un sonora lezione. Al confronto siamo davvero piccoli piccoli.

 In attesa dalla chiusura dei lavori congressuali prevista per domani sono queste le mie prime valutazioni a caldo.

PAPA FRANCESCO INCIAMPA SULLA PAROLA SBAGLIATA


di Antonella Soddu

Molto  di  rado  ascolto l’ Angelus,  ero rimasta  a quelli di Giovanni Paolo II. L’altra  mattina  ho voluto sentire  quello di Papa Francesco. Non so, ne abbiamo  già parlato   ante  volte da quando lui  è il nuovo Papa. A me piace, per il suo modo  di comunicare semplice  e diretto e per quel suo  modo di esser  sempre  alla ricerca del  contatto con gli altri. Un nuovo modo  di portare il Vangelo  in giro per il mondo o il volere  tornare   a portarlo cosi come  fece  Gesù  un tempo se vogliamo.

Papa  Francesco, ho chiesto conferma anche ad amici argentini, è davvero così.

Detto  ciò, Papa  Francesco   risulta    simpatico,  e anche  di più, il  tuo  errore  di pronuncia,  durante l’Angelus di domenica scorsa in Piazza San Pietro,   di una parola che credo abbia  suscitato l’ ilarità  dei  presenti e di  coloro che da casa seguivano.

Pensavo  non fosse vero, o d’aver sentito male. Poi ho  pensato  alla difficoltà di pronuncia  da cui  è scaturita la parola. Infondo un simpatico  errore   che, son certa,  gli sarà perdonato.  Credo anche  che lui stesso  dentro se in quel momento  avrebbe voluto ridere. Finirà certamente  nelle  strisce dei programmi  satirici, ci faremmo qualche risata, e sicuramente anche lui nel suo  esser   uomo  prima  di tutto  alla mano  se ne farà certamente  due. Errare  è umano, la simpatia  è un  valore.

Villasor: si stava meglio quando si stava peggio


di Antonella Soddu

Tutti  a lamentarsi, giustamente o no,  dei privilegi  e della corruzione negli altri palazzi. Nomine  indecenti di qua  e di la, polemiche, salotti  dei programmi  di intrattenimento  politico    dove  si discute  di  tutto  e di più. Ma, e il ma  è d’obbligo,  il malcostume, i favoritismi, i giochetti di potere a mio avviso partono  dal basso e   quando partono  la  spinta  è quasi  più veloce   di quelle  che  avvengono   là in quei  palazzi  romani che tutti condannano.  In  tutte  le regioni  d’ Italia, lo hanno dimostrato le indagini    sui  fondi  ai gruppi consigliari, imperversa  il marcio.   La Sardegna  è tra  queste con i  suoi   68  consiglieri indagati per peculato ,  e  tra questi, non dimentichiamo,   la Barracciu sulla quale  in questi giorni  imperversano  le polemiche.    Eppure i giochetti partono  ancora  dal più basso. Dai comuni e quanto  più piccoli sono, amministrati da  centro destra o centro sinistra poco cambia,  più ci trovi  dentro  infinite  pratiche   che  chiamarle  strane   è davvero poco. Sono  quei piccoli comuni che lamentano spesso di esser  intrappolati dai vincoli dei patti  di stabilità. Sono quei comuni  che  giustificano  l’aumento delle  tasse  per poter  garantire ai cittadini   quei  servizi minimi essenziali. Il problema  è che  quei  servizi non arrivano   in nessun modo e a  farne le spese  sono sempre i cittadini.  Partendo  un po  dal  largo  si  suppone  che un sindaco di un paese  di meno  10 mila  abitanti, al suo secondo mandato , ottenuto  con largo  vantaggio sul concorrente  ex  sindaco, per  10 anni,  dello stesso paese , ponga o tenti di porre  in essere il programma  iniziato   nei  precedenti  5 anni  di mandato  e provi allo stesso  tempo  a dare  avvio  a nuovi  progetti utili  a risollevare  l’economia paesana  calpestata  in tutti i sensi  da  decisioni  completamente  errate  e che hanno decretato  la fine di una delle  realtà economiche  più fiorenti del campidano della provincia di Cagliari.  Fatta questa premessa   leggo non senza  sconcerto  quanto sta avvenendo  nel piccolo  paese di Villasor  in provincia  di Cagliari, dove, pare,  si cerca  in tutti   i modi di  mantener salde  le preferenze ottenute  nel  giugno  2012 in occasione delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, e dove l’attuale sindaco, un 38nne  Pd area   renziana  della prima  ora, pare sia  diventato  a tutti  gli effetti il nuovo marchese emule  di quelli   che furono i marchesi Alagon di Villasor. Nobile   famiglia   che  dal   1415   imperversava in Sardegna . Vediamo un po in che modo  l’attuale  riconfermato sindaco  cerca  di  tenersi  buoni  i fedelissimi.  Per molti  la cosa  sarà  – “un nulla” –  o poco  rilevante ma  leggendo attentamente,  sull’albo pretorio online  del piccolo comune,  le interrogazioni consigliari poste  dal capo gruppo della minoranza   ci si rende conto   di come  dai piccoli  inciuci  nei piccoli palazzi si parta spediti  verso una  brillante carriera politica    altolocata. ( sempre che non intervenga prima chi  di dovere ) –  Vediamo di capire i fatti  come sono e per quale motivo  si paventa     qualche  piccola  irregolarità di  gestione  della neo nata “scuola  civica di musica” .  Ricreare la  scuola civica di musica  era nei programmi  della neo riconfermata  giunta  comunale. Premessa, rispetto alla precedente legislatura  sono cambiate alcune  pedine. Sono usciti  due  assessori storici  e sono entrati   i  nuovi.   Due di  questi, il vice sindaco ( udc )  e l’assessore alla pubblica istruzione  (  indipendente )  sono  stati  nominati  membri  del Cda della scuola civica di musica.  Non ci sarebbe  nulla di strano, direbbe qualcuno. Cosi non è  e in questi  giorni, a Villasor, impazza la polemica dopo che  alcuni cittadini hanno visto gli atti pubblicati online  e a seguito dei quali  hanno interessato della vicenda  maggioranza  e opposizione. La prima ha fatto  orecchie da mercante, la seconda  ha colto la palla al balzo. Vediamo. Negli atti pubblicati  sul sito del comune si legge  – “Intervenga con urgenza  il Segretario comunale Dott.ssa Maria Domenica Areddu  nominata con decreto sindacale responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Villasor, per verificare se ci sono probabilità accadimento del rischio (B= basso M=medio A=Alto) gravità del danno in caso di accadimento – impatto del rischio (B= basso M=medio A=Alto) come da allegato, piano anticorruzione  recentemente adottato dal  comune.    Tre le interrogazioni  che il capo gruppo dell’opposizione pone in sede di consiglio  comunale   richiedendo  al sindaco  risposta  scritta  e verbale  e ponendo in se  le stesse domande al segretario comunale. Queste le interrogazioni : 1) Può un sindaco nominare il suo vice sindaco e un suo assessore componenti del Cda della scuola civica di musica?  2) Ma non è che il sindaco ha confuso il Termine Consigliere comunale come unico titolato ad essere consigliere del Cda ?   3) Visti i contenuti degli articoli estratti da regolamenti e statuti erano nomine opportune?  

Nello specifico, cliccando il link di seguito  si prende visione del regolamento  della Scuola Civica Musica  –   http://www.comune.villasor.ca.it/2013/a/_Scuola_Civica_Musica-Regolamento.pdf  –   è possibile  vedere come avolte un sindaco e una giunta che i guai se li cercano. E  da fuori  un cittadino  si domanda – “può un controllato  esser controllore ?”  E per rispondere alla domanda   dopo aver letto  il regolamento   all’articolo  12 appare evidente la  risposta. No. Non può semplicemente perché  le due cariche nel CDA non sono compatibili .  Due membri su  tre sono infatti espressione della giunta comunale che deve operare il controllo  sulla scuola. Palese conflitto di interessi.  Se qualcuno   volesse sollevare delle obiezioni, per dovere di cronaca  è giusto dire che l’articolo  9  dello stesso  regolamento  non esclude esplicitamente ma,  allo stesso modo chi  ha  interpretato diversamente le disposizioni  dello stesso,  non ha certamente fatto la cosa  giusta scegliendo di inserire    rappresentanti  politici, solo  della maggioranza tra l’altro,   come  componenti del CDA.  E,  visti  i contenuti del regolamento, le nomine  sono opportune?  Intanto  da  fuori  tutti  osservano chi osa  alzare la voce  per  protestare viene additato   e accusato di   voler  aizzare contro l’amministrazione  inutili chiacchiere  che  danneggiano  l’operato della attuale amministrazione. Dallo stesso ambiente degli addetti  ai lavori non sono pervenute  rimostranze, ne positive ne negative.  Come se la cosa rientrasse nella  totale normalità.  Sull’argomento , dunque, si dovrebbe sviluppare un serio dibattito   capire  o provare  a farlo  quali soluzioni  adottare e l’amministrazione  attuale   si dovrebbe sollevare da  ipotetiche beghe politiche.  Il   buon senso  vorrebbe che dove si assume, si convenziona, si ricevono  finanziamenti, donazioni e potrebbero  verificarsi  situazioni poco delicate ,  che  chi  ha deleghe  di assessori si  attenga solo al ruolo  di indirizzo e controllo. La situazione  è delicata, da altre parti, non dimentichiamolo  è successo  di tutto  e di più. Voragini  nei conti, assunzioni  e/o convenzioni  spregiudicate  conclusesi   con attuali problemi giudiziari. L’esempio più eclatante  quello che ha visto protagonista  il Consorzio di Scuola Civica di Musica   che  è riuscito a contrarre fino al giugno 2010  un debito  stimato  in oltre 370.000  euro. Dove   ci sono  più di  170 mila  euro di Inps arretrata, dove gli insegnanti attendo ancora  gli stipendi e  sono attualmente in fase di licenziamento.  E non basta, ancora  più grave  è la questione che  vede coinvolte le famiglie  che hanno  versato, come da disposizioni, entro  il  31 Luglio 2010  la quota  di iscrizione di  250  euro ma, i corsi non sono mai partiti.  Oggi queste famiglie chiedono il rimborso delle quote. Quando arriverà?  Al Consorzio aderiscono  una decina di comuni del cagliaritano.  Della  questione  è stata investita la Corte dei Conti di Cagliari affinché  faccia luce sui responsabili del dissesto economico e su quello che davvero è accaduto ai bilanci disastrosi del Consorzio. Ennesima occasione  sprecata  per perseguire  il  progetto di amministrazione trasparente e correttezza  istituzionale  e al  servizio dei cittadini. Per intenderci la domanda rimane sempre la stessa – “può un controllato  esser controllore ?” Sperando  che  batti e ribatti si riesca a far fare le cose in modo che assomiglino almeno alle cose ben fatte  ci  si chiede   se l’amministrazione attuale è meglio o peggio delle passate. La risposta  gira  e rigira di questi tempi è sempre la stessa; si cerca di cambiare in meglio e sempre più ci si rende conto che si stava meglio quando si stava peggio!  A Villasor  non siamo da meno.