Le favole non hanno sempre un lieto fine. Spenti i cinque stelle sardi


di Antonella Soddu

Come  d’incanto si  è sciolta la magia. E’ finita la  favola dell’avventura grillina  in Sardegna. Qualcuno  ipotizza che sia andata a finire sulle rocce  appuntite di qualche  scoglio  in mezzo  al mare e che il capitano  abbia abbandonato la nave ancora prima  di  provare a cambiare  rotta. Temeva di  sbagliare l’attracco.  Quel che traspare è questo.  A Grillo della Sardegna non importa. Anzi, forse  gli importa  solo  per trascorrerci  le vacanze in Costa. Lo avevamo detto, prima o poi  la favoletta della democrazia spontanea in rete, la nuova pura, miracolosa cura, manco  fosse l’acqua santa  di Lourdes,   si è dimostrata  una sottile candela  che  ha illuminato la stanza  per soli pochi  mesi. Si è accesa quasi come per miracolo  alle scorse elezione governative, dove  la Sardegna ha  regalato alla cricca  Casaleggio/Grillo  il risultato  più pieno.  In Sardegna il m5s  è risultato esser il primo partito  in assoluto. Qui i risultati più pieni  a livello Nazionale.   E’ finito  dissolto nel vento come cenere di defunto cremato il sogno  dei meetup sotto  casa, nello scantinato , dove ci riunisce e dinanzi ad un caffè si  mettono appunto   tutte le  teorie per  favorire il  ripianamento del debito pubblico, che secondo loro  non esiste, ma si deve dire che esiste  e come  risanarlo.  E  per  farlo  la soluzione   più giusta e democratica  è quella di   sciogliere il dilemma votando sul blog  di Grillo, con gli occhi brillanti di felicità per aver riconquistato il potere di cittadino.  Un brutto  giorno  ti svegli  e scopri  che di te  a  Grillo   gliene frega meno di tanto.   Ma come?   –  ti chiedi –  avevamo pure i candidati!  “E no”  –  risponde la deputata portavoce sarda  dei  cittadini Emanuela Corda – “troppa litigiosità, troppo voglia di protagonismo”.   E rincara la dose il buon  Colletti ( lo  avete mai sentito  quando pronuncia i suoi discorsi alla camera ? ) – “è la dimostrazione che noi non miriamo alle poltrone” – Già, potrebbe esser vero ma appare quanto mai assurdo  e privo di ogni logica democratica  che un movimento che si  autocandida da a mesi, ricordo l’insistente  – “Napolitano affidi a noi  l’incarico  di formare il governo” –  per  guidare  il Paese, non riesce  a presentare  le liste da presentare alle regionali  Sardegna,  regione  con poco più di un milione  di abitanti.  Caspiterina, è accaduto quello che spesso accade nei  “normali” partiti. Ma  qui è diverso, lo ha deciso  Grillo – “il movimento e mio e me lo tengo io”.  Magari se   fatte da bravi e imparate  bene la morale della favola, sarà  per la prossima volta. Ma vedi,  caro  Grillo, noi sardi siamo piuttosto   pragmatici – “pane al pane, vino al vino”, e se tanto mi da tanto  la prossima volta non ci sarà per te  a meno  che non prenda   corpo il sospetto che dietro  la liste  n. 33 e 34 presentate alla corte d’appello  di Cagliari non ci siano in realtà le  due fazioni litiganti  del movimento cinque stelle  Sardegna. Lo  dirà poi il  tempo. Per chi invece non crede nelle  favole  ed  è un acuto occhio  osservatore della politica  nazionale  e isolana  la rinuncia  ha un altro significato quello  attribuibile  alla paura dell’ennesima batosta , cosa assolutamente da evitare in vista delle elezioni europee.  Dal successone  delle elezioni  governative  il movimento  ha avuto  diverse occasioni per  incrementare le preferenze, in Sardegna  stesso, appena  alcuni  mesi  dopo il successone che li ha condotti in parlamento, con le elezioni comunali dove  solo in pochi comuni sono state presentate liste con il simbolo del movimento e  tra questi pochi  l’unico comune  aggiudicato  è quello di Assemini, dove   sono già presenti malumori di ogni  genere. L’altra batosta, il cinque  stelle, l’ha avuto alle regionali, vedasi  Friuli  e Basilicata.  Quindi, a ben  vedere,  ritirarsi, anzi non  presentarsi, in Sardegna dove   avevano ottenuto  alle governative  il 33%   cela  sicuramente il dubbio  non arrivare a cifre   per  l’ingresso in consiglio  regionale. Più che una  batosta  direi una sonora ritirata  a suo di bandiera  bianca. La politica  si  fa senza  esser dilettanti allo sbaraglio, del resto  ogni  cosa  ha  bisogno di  pratica  e applicazione per rendere al meglio. Qualcuno dei militanti  ha  anche azzardato una teoria/risposta  che  è  quasi una celata ammissione di sconfitta – “ Non ci siamo presentati, e  forse ha ragione  Grillo, perché un movimento per esser credibile ha  bisogno  di persone che riescano  a  gestirlo a vari livelli per  le  competenze che hanno. Il fatto  che in alcuni luoghi non le hanno  può significare tante cose. Di  sicure resta il fatto che i dirigenti nazionali (   si sono altri oltre  Grillo e Casaleggio ? )  hanno preferito  stare più attenti  prima di avvallare  certe candidature, hanno evitato   di avere a che fare con gente   tipo “er batman”. Cosa  che invece  normalmente non accade nei partiti. Ma questo  qualcuno  sembra averlo dimenticato” . Secondo  questo concetto, dunque,  qualcuno ci dice che a comandare e a decidere è la dirigenza del partito senza statuto. Quindi  si  è dissoluta  la favoletta  della democrazia partecipata, spariti i cittadini. ll M5S è primo Partito in Sardegna  si, il primo Partito nella storia repubblicana ad auto-escludersi dalla competizione elettorale. E allora io vorrei  finalmente capire la differenza tra un movimento regolarmente eletto e un partito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...