QUANDO C’ERA LUI, CARO LEI… QUELLO CHE NON SI DICE DEL DUCE.


QUANDO C’ERA LUI, CARO LEI… QUELLO CHE NON SI DICE DEL DUCE..

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Gli ordini di Silvio si eseguono a discapito di tutto il resto. Cultura compresa


di Antonella Soddu

Lucio Galan si è dimesso dalla carica di relatore del presidente della Commissione cultura. Brutta cosa, nella guerra tra falchi e colombe pare che la vittima per l’ennesima volta sia la scuola italiana. Queste dimissioni appaiono come l’esito della guerra interna nel Pdl. Una guerra tra chi punta a far cadere il governo paralizzando l’attività e chi invece si preoccupa di portare a casa qualche piccolo risultato concreto come il reintegro del bonus di maturità, per esempio. “Le dimissioni di Lucio Galan” – afferma il deputato Psi Marco Di Lello – “fino a prova contraria, rischiano di cancellare un emendamento approvato oggi che potrebbe, invece, sanare la situazione di circa duemila studenti rimasti esclusi dopo aver partecipato agli esami di ammissione”. Quale immagine arriva agli italiani da quest’ultima provocazione ad personam ?

Silvio, non pestare i piedi per terra.


di Antonella Soddu

Silvio è disperato: ” o mi salvate o mando tutto all’aria con la legge di stabilità” . Non è mica una barzelletta, è qualcosa di più, forse anche peggio di quel che si possa pensare. Oramai le sue strade si stanno per fermare al bivio dell’arrivo. Anche rigenerare Forza Italia appare come l’ultima spiaggia. Alfano non è più con lui o forse ha solo compreso che non può sempre stare attaccato ai pantaloni di Silvio, ha compreso che ha delle idee politiche diverse e a 42 anni deve pure mostrarle queste idee altrimenti che senso ha avere una testa seppur pelata? Silvio, però, dai, non far il bimbetto di tre anni all’asilo che piange e pesta i piedi quando la mamma non gli compra l’ovetto kinder delle sorprese. Oramai anche quello costa caro come tutte le altre cose e se con il finto taglio dell’imu hai azzardato delle promesse eccessive per salvarti il fondo schiena per almeno altri 5 anni, credo che questa volta qualcuno ti ha preso in contropiede. Non ti salveranno, solo perché se salvano te saranno finiti anche loro e per quel che conta in battaglia pochi pensano alla pelle degli altri. Nemmeno tu, a ben vedere, per vent’anni hai pensato alla pelle degli italiani che di anno in anno sono caduti nel tunnel dell’incertezza. Non pestare i piedi perciò, stai calmo e goditi la pensione. Almeno quello di sicuro con qualche escamotage l’avrai. Anzi mi domandavo, ma se decadi hai sempre diritto al vitalizio di stato?

Lettere con minacce ai Senatori che hanno votato la decadenza di Berlusconi.


 

Di Antonella Soddu

Che la questione decadenza di Berlusconi è diventato il pane quotidiano, e pure indigesto, per gli italiani, è cosa nota e stra nota ma che addirittura qualcuno arrivi ad attuare azione come quella di inviare lettere minatorie ai 15 Senatori che hanno votato la decadenza dà di che pensare in merito alla direzione destabilizzante che sta assumendo. E’ di ieri la notizia che il Senatore M5s Mario Giarrusso ha reso pubblica la notizia che gli è stata recapitata una lettera anonima contenente minacce. “La lettera – afferma Giarrusso – conteneva la foto di tutti i colleghi della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato che hanno votato la decadenza di Berlusconi e, sotto la foto di ognuno la scritta: “Chi vive per l’odio e il pregiudizio d’odio, perisce. State pronti che da questa fine non vi salva nemmeno il padre eterno”. Il Senatore Giarrusso, continua nel suo comunicato – “Sotto la frase era riportata la foto storica di Piazzale Loreto con i corpi del duce, di Claretta Petacci e Bombacci appesi a testa in giù. Credo che il fatto si commenti da sé, a dimostrazione del clima di barbarie in cui sta precipitando il nostro Paese”. Ha ragione, il fatto, se è accertato, è un segnale di come il clima che il paese sta vivendo rischia di riportare l’Italia al clima di barbarie degli anni 70 che molti di noi hanno vissuto. Resta in ogni caso da porsi una domanda, o meglio, sarebbe da girare al Senatore Giarruso – non crede che Grillo stesso con il suo modo di fare e porsi non abbia, anche solo un po’ contribuito ad alimentare questo clima? Il Senatore Giarrusso dovrebbe anche tenere in seria considerazione che egli stesso, e altri come lui, nelle rare volte che si presentano in Tv per qualche dichiarazione, assume un atteggiamento e un linguaggio d’evidente matrice aggressiva. Detto ciò, per comprendere meglio quanto accaduto, chiedo al Senatore del Psi, Enrico Buemi, anch’egli membro della Giunta delle elezioni del Senato se quanto dichiarato dal suo collega M5S corrisponde al vero – “A mio avviso di tratta di un fatto goliardico- dice Buemi – perché chi vuole fare qualcosa di male davvero non si mette ad inviare lettere minatorie. Inoltre, le posizioni di chi ha votato per la decadenza di Silvio Berlusconi non sono state tutte uguali. Io, ad esempio, sono sempre stato un garantista. Per tutti. Pertanto, ho voluto che la Giunta approfondisse tutte le questioni sollevate, senza eccezione alcuna e senza la compressione dei tempi né limitazione alcuna per la difesa. Ho voluto che, prima di decidere, si esaminassero tutte le ipotesi, incluse quella dell’opportunità e possibilità di rivolgersi alla Corte Costituzionale o necessità di attendere un parere in sede europea. Io non avevo un giudizio preconfezionato ed il convincimento cui sono giunto è stato frutto di un esame rigoroso della situazione di diritto”. Per il momento si sa solo che un’indagine è stata avviata al Senato. Gli inquirenti vogliono appurare se si tratta di uno scherzo di cattivo gusto o di un vero è proprio avvertimento ai 15 Senatori che hanno votato per la decadenza di Berlusconi. Lo stesso Senatore Buemi si dice non in grado di risolvere il rebus di come la lettera, che riguarda anche lui, sia potuta finire nella sua casella di posta considerate anche le modalità d’invio – “Mi è stata recapitata in una busta affrancata ma senza alcun timbro sul francobollo”. Evidente, dunque, che le missive sono passate indenni a tutte le diverse fasi di controllo previste dalla sicurezza al fine di evitare la consegna di lettere contenenti esplosivi, proiettili o altro. Le buste contenevano solo il messaggio di minacce.

Ammortizzatori sociali fantasma per centinaia di disoccupati in mobilità in deroga sardi.


 di Antonella Soddu

Incredibile odissea di centinaia di operai disoccupati in mobilità in deroga della Sardegna. A seguito della notizia che vede presente nella finanziaria regionale 2012 uno stanziamento di circa 150 milioni di euro per la GALSI, sale la voce di protesta : “Che la Regione si preoccupasse di pagare la mobilità in deroga a tutti quei disoccupati che ancora, dal lontano mese di Gennaio 2013, non percepiscono un euro e non sanno di ché vivere, i loro figli non hanno di ché mangiare. Ma come sempre si sceglie di fare le orecchie da mercante e di sperperare i soldi in cose inutili.” Ma cosa sta accadendo in realtà, come mai questi disoccupati attendono invano? Vediamo un po di vederci più chiaro. Con il decreto n° 367655101 del 23 luglio 2013 la Regione Sardegna da l’ok all’ Inps per il pagamento della prima semestralità del 2013, anche grazie ai famosi 45 milioni di euro messi a disposizione dall’ultimo decreto del governo per gli affari correnti Monti. La Regione Sardegna aveva, a sua volta deliberato un impegno di spesa, su previsione di bilancio, di circa 32 milioni di euro. La delibera è stata impugnata dal Governo Letta. Detto ciò, proprio a seguito del decreto del 23 luglio i sindacati e i caf si sono adoperati per compilare e trasmettere in via telematica all’Inps le domande, questo sopratutto che in fretta e furia erano stati trasmessi gli elenchi con i nomi dei disoccupati aventi diritto. Allo stato attuale meno della metà dei disoccupati si è visto corrispondere le somme per il periodo che va da Gennaio a Giugno 2013. A nulla servono le richieste di informazioni all’Inps – “ci dispiace ma a noi, nell’elenco che ci è pervenuto dall’assessorato al lavoro, non risulta sia presente il suo nominativo, verifichi in regione per capire cosa è successo” – Si va in Assessorato, si espone la risposta fornita dagli operatori Inps e la risposta della regione è la seguente – “Noi abbiamo trasmesso al Cesil e ai Sindacati gli elenchi completi è presente anche il suo nome, questo è l’elenco” – Si torna all’ Inps, si porta il cartaceo dimostrante l’effettiva presenza del nominativo nell’elenco e per l’ennesima volta l’ Inps risponde: ” A noi non risulta il suo nome e anche se lei ci ha presentato il cartaceo quello che per noi conta è la trasmissione ai nostri uffici dell’elenco in cui appare il suo nominativo. Non è solo lei a trovarsi in questa situazione, purtroppo ci sono tanti altri che attendono, capisco il disaggio. – già, loro comprendono sempre il disaggio, è facile, da dietro la scrivania e con lo stipendio assicurato a fine mese, comprendere il disaggio – manderemmo noi un sollecito all’Assessorato perché è anche possibile che nella fretta di compilare gli elenchi a qualche impiegato sia sfuggito il suo nome. Se la regione risponde con l’elenco corretto lei entro 15 giorni avrà i suoi soldi, noi non abbiamo interesse a trattenerli”. Insomma un rimpallo di responsabilità burocratiche che però rischia di sotterrare le ultime speranze di questi lavoratori che oltre al danno sono costretti a subire la beffa della presa in giro di impiegati distratti e nulla facenti profumatamente pagati

Questione morale: Barracciu non ritira la sua candidatura a Governatore della Sardegna


di Antonella Soddu

La questione morale pare non esser di casa nel pd regionale sardo. A conferma di ciò le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni componenti dei verti pd regionali. In particolare, ieri, il consigliere regionale Pd Chicco Porcu ha dichiarato:”Barracciu sta al suo posto, è lei la candidata anche se rinviata a giudizio”.
Il Pd, ha ribadito Porcu – “su questo punto” è irremovibile – ed ha continuato – “quali condizioni dovrebbero escludere la sua candidabilità? Chi sta con noi, sappia che è lei la candidata, i 29 mila voti ottenuti alla primarie di coalizione hanno detto che i sardi credono in lei” . A Porcu, intanto sfugge un piccolo ma importante particolare, la notizia del rinvio a giudizio per peculato a carico della Barracciu è balzata agli onori dellecronache solo a primarie avvenute. Per quanto concerne,poi, la triste affermazione: “quali condizioni dovrebbero escludere la sua candidabilità” , rispondiamo in coro noi sardi, semplicemente siamo veramente stanchi di esser presi in giro da un manipolo di politicanti che non hanno la benché minima considerazione del popolo che vogliono, a loro dire, rappresentare. Porcu sembra davvero entrato in quella cerchia di politici che “catturano” la fiducia degli elettori a colpi di “stai con me o contro di me”. Ma, non è questa la politica che serve alla Sardegna. Ancora una volta il Pd dimostra che a stento riuscirà ad entrare nell’ottica di quella che si chiama politica di sinistra onesta. Siamo nei guai, sardi, occhio. Abbiamo il coraggio di uscire da questa cappa di potere che ci ricopre le teste e non ci lascia vedere altre prospettive. A Porcu  è il caso di  far presente  un  piccolo particolare; il piccolo Psi in Sardegna avrebbe avuto una candidata di spicco da proporre e sicuramente avrebbe dato un gran da fare alla Barracciu, parlo di Maria Grazia Caligaris la quale, essendo anche lei indagata per peculato ( era consigliere regionale nelle legislatura Soru ed è rientrata nel primo filone delle indagini ) ha preferito affidarsi alla magistratura per il completamento di tutto l’iter di legge, ha anteposto l’esigenza di chiarire tutto a quella di una candidatura. Quindi,evidentemente c’è qualcuno che alla questione morale da delle risposte di coscienza.

Violenza sessuale e estorsione: “Mi sono inventata tutto”


di Antonella Soddu

Cagliari: si inventa una violenza sessuale e conseguente estorsione di denaro perché non sveli nulla. A finire sotto processo una donna sposata del cagliaritano che un anno fa aveva accusato di violenza sessuale un compaesano disoccupato 40nne con cui da tempo aveva intrecciato una relazione. L’uomo si è sempre dichiarato innocente e da subito aveva dichiarato che tra lui e la donna la relazione era stata fin dall’inizio consensuale. Nel corso del processo contro l’uomo, è emersa la verità, confessata dalla stessa presunta vittima : “”Sono stata costretta a mentire a livello psicologico per non perdere la famiglia”. La donna ha spiegato cosi, ieri mattina, al giudice cosa l’aveva spinta a inventare di essere stata violentata. La vicenda risale a un anno fa a seguito delle voci circolanti nel paese del Cagliaritano, secondo cui la donna, sposata con un imprenditore del posto, si era inventata la storia della violenza sessuale e contemporaneamente anche quella di estorsione per giustificare i continui ammanchi di denaro nelle casse della famiglia. A scoprire tutto era stato il suocero. La donna aveva cosi presentato una denuncia e d’accordo con i carabinieri si era presentata al solito posto con una busta contenente il denaro da consegnare al presunto stupratore ed estorsore. Il 30 agosto scorso i carabinieri si erano appostati e avevano potuto vedere lo scambio di denaro al seguito del quale avevano arrestato l’uomo per estorsione e violenza sessuale. Dopo la confessione della donna l’uomo è stato assolto. Resta comunque un amara vicenda che ha sicuramente danneggiato un uomo che per mesi è stato additato come stupratore e messo alla gogna in tutto il paese. Ancora più amaro in tutto questo vi è il fatto che azioni cosi rendono vani tutti gli altri tentativi di lotta contro la violenza sulle donne, e sopratutto offendono e violentano psicologicamente quelle donne che la violenza sessuale l’hanno realmente subita. E magari faranno sorgere dei dubbi quando ad un posto di polizia si presenterà l’ennesima donna che una violenza la subirà.