Sprechi di casta: E gli altri sprechi?


di Antonella Soddu

Quando si tratta di  alzare la voce contro gli sprechi  della casta, spesso si cade nell’ottica   di quegli  sprechi individuati  solo ed esclusivamente  negli alti  stipendi della casta  e nei costi  ad essi conseguenti. C’è dell’altro che  per chi sa quale    strano motivo   noi  italiani  non sappiamo  ( o forse   non vogliamo  sapere )   perché non è dato    sapere  o considerato poco    rilevante ai  fini  mediatici. E allora ?  Semplice basterebbe andare un po  a vedersi  i documenti attestanti   la volontà di deputati, senatori e personale    tutto compreso di portar   soluzioni  a  quelli che veramente sono sprechi  vergognosi  anche data  la conseguenza  che ne scaturisce in termini  occupazionali. Il  primo documento che  valutiamo  è questo.  In breve. si tratta di un documento presentato   dal Senatore Psi  Enrico Buemi  ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, come sotto esposto:

Atto n. 4-00567  http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=706987

Pubblicato il 17 luglio 2013, nella seduta n. 69

BUEMI – Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione. –

Premesso che:

da numerosi articoli di stampa pubblicati negli ultimi giorni, è emerso che presso il Ministero per i beni e le attività culturali c’è un alto numero di dipendenti occupati a svolgere mansioni poco impegnative, oltre che inutili. Eppure, ci sono musei che rischiano di chiudere per mancanza di personale;

è stato lo stesso Sottosegretario di Stato, dottoressa Borletti Dell’Acqua, a denunciare gli sprechi affermando: “Gli uscieri sono addetti a dirmi solo buongiorno quando arrivo e buonasera quando me ne vado. Per farlo, sono almeno in quattro: due al mattino, due a fine orario”;

vengono loro affidati compiti quali fare fotocopie, spostare pratiche, annunciare qualche ospite e nulla di più. Va detto subito che gli uscieri del Ministero hanno voglia di lavorare, ma a quanto pare è proprio il lavoro che manca, tanto che a volte lo inventano, come, ad esempio qualcuno ha messo su una sartoria ambulante nel caso in cui si strappi una giacca o un pantalone;

il Sottosegretario ha provato a riposizionare i dipendenti, chiedendo se fosse possibile spostare queste persone al museo di palazzo Venezia dove c’è carenza di custodi, ma le è stato risposto che non sarebbe possibile “per ragioni sindacali”;

tenuto conto che la Confederazione italiana sindacati lavoratori, in seguito alle dichiarazioni del Sottosegretario, ha replicato dicendo che, da tempo, è stato chiesto un percorso di riorganizzazione del Ministero e ad oggi non risulta alcuna disposizione per razionalizzare l’impiego delle risorse umane, né alcun progetto di formazione per un loro utilizzo più appropriato,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano di dover affrontare, al più presto, in una prospettiva ampia, l’annoso problema degli organici del Ministero in particolare e della pubblica amministrazione in generale, mettendo in atto piani di formazione e qualificazione continua del personale in servizio, al fine di garantire la tutela del personale stesso, razionalizzare la distribuzione delle risorse e ottimizzare l’organizzazione.

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