Tarsu, Tares e Service Tax. Ma non è uno sciogli lingua.


di Antonella Soddu

Tolta anche la seconda rata Imu,  si dovrebbe saltar di gioia.   Finalmente dicono  alcuni; accidenti che pregio   inutile,   rispondono in molti. E non si tratta di   demagogia, trattasi  di  pure semplice conclamata verità. L’ Imu   fortemente voluta prima  e successivamente  fortemente   rinnegata  dopo, sempre dagli  stessi, non cambia  di fatto nulla   agli italiani che tra mille  difficoltà tentano di sbarcare il lunario  giorno dopo  giorno, non più mese dopo mese.  Capita, allora, di leggere  qua  e la in giro    quesito come questo: “Mi rivolgo  a tutti, chi mi sa spiegare  questa tassa Tares? Perché  i comuni, tramite Equitalia, la stanno  già chiedendo ai cittadini, è arrivata bella  puntuale? ” –    Qualcuno  aveva  detto che   ci saremmo potuti liberare di Equitalia  come ente  di  riscossione , cosi  doveva  essere in base al DL. 174/2012  e qualcuno aveva  già sospirato alla fine dell’ incubo   Equitalia.  Ai sensi  di quel  decreto, infatti, la società pubblica incaricata della riscossione dei tributi, doveva smettere di incassare i tributi per conto dei comuni a partire da Gennaio 2013 . La cessazione obbligatoria e definitiva della sua attività per le imposte locali scatterà invece  il 30 giugno 2013 a  causa di un emendamento  inserito  nello stesso per  semplificare le cose e consentire ai comuni di  poter incassare, almeno in parte, tributi ancora inevasi. In ogni caso, comunque,  le amministrazioni comunali possono trovare concessionari alternativi o riscuotere in proprio fin da subito. Un provvedimento che dovrebbe mettere – ma il condizionale è d’obbligo – la parola fine all’epoca delle “cartelle pazze”. Pertanto non ci resta che attendere l’effettiva entrata in vigore del decreto legge il 30  giugno 2013 il quale stabilisce che Equitalia Spa e la società Riscossione Sicilia Spa “cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate. Intanto, nell’attesa, a qualcuno  rimane l’amaro in bocca equitalia  è ancora attiva  e ha recapitato  agli utenti  la vecchia  TARSU  2012  sottoforma di rateizzazione  mensile o   in totale  entro il 31/12/2013, nel frattempo, però, è arrivata anche la Tares 2013 come acconto del 2012. Da pagare sempre entro  Dicembre. Andando  a ben vedere le note contenute nella fattura leggiamo – servizi di illuminazione, manutenzione strade, etc etc .   Attenti, non stiamo parlando della Service tax, quella che ci hanno  promesso per il prossimo anno che conterrà anche l’Imu, stiamo parlando della ancora in vigore Tares che già contiene di fatto l’accumulo dei servizi, allora perché  cambiarle nome  in Service Tax?   Ai soliti chiediamo  risposte,  aggiungendoci anche il fatto che sarebbe bello pagare le tasse   se  il tornaconto fossero i servizi ma, avolte, abbiamo   lampioni spenti e strade  con  buche che sembrano crateri. E, per tutto questo   ci troviamo come sempre  a dover pagare  anche nel caso   si sia, casualmente, appena stati licenziati.

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