FALSO IN BILANCIO: LA PARABOLA DI RENATO SORU.


English: Renato Soru Italiano: Renato Soru
English: Renato Soru Italiano: Renato Soru (Photo credit: Wikipedia)

DI ANTONELLA SODDU

Si può fare politica in molti modi,  ma in politica, come nella vita, ci vuole generosità. Io non mi vergogno del Pd il mio compito sarà quello di dare un contributo per migliorarlo“.

Questo disse l’ex governatore della Sardegna Renato Soru. La rinuncia di Soru, tanto nobile quanto inaspettata e che molti avevano incamerato come un azione di buona visione del termine politica di cambiamento. Forse in cuor e mente sua è stato anche cosi ma, a voler ben vedere la questione in tutta la sua dinamica nella decisione di Soru è incisa sicuramente l’imminente chiusura delle indagini da parte del pubblico ministero Andrea Massida.

E il timore dell’applicazione della famosa legge Severino. L’inchiesta a carico di Soru e dei bilanci Tiscali era stata avviato nel 2010 ma, anche in precedenza il fondatore di Tiscali era finito sotto l’occhio della magistratura e della finanza . Esattamente nel 2008.

Insomma, circa 5 anni di bilanci aziendali ritenuti alterati e sopravvalutati, forse con la pura intenzione di nascondere il reale stato di salute delle aziende. Secondo il pubblico ministero, quindi, chi gestiva le due Spa – Tiscali e Tiscali Italia, quindi Renato Soru, non poteva non sapere. Gli indagati in questa vicenda erano inizialmente 18, sono scesi a 8.

Vediamo chi sono. Renato Soru, che è stato amministratore delegato di entrambe le aziende, dal 2009 in poi, ricoprendo contemporaneamente anche l’incarico di Governatore della Sardegna, Romano Fischietti, 47 anni, di Palermo ma residente a Cagliari, dirigente che predisponeva i documenti contabili (sotto accusa per il solo 2008) e i consiglieri Ernesto Fara, 41, di Carbonia ma residente a Milano (per il 2008), Salvatore Pulvirenti, 51, di Carloforte e residente a Elmas, Luigi Scano, 42, di Cagliari, Andrea Podda, 49, di Quartu, e Roberto Lai, 49, di Cagliari. Erano tutti consiglieri di Tiscali spa, Scano anche della Tiscali Italia (per la quale preparava i documenti contabili).

Il procuratore Massidda, esaminate le carte, contesta a tutti il reato di false comunicazioni inoltre, nel capo d’imputazione finale rientrano anche la Tiscali Italia e la Tiscali in quanto in base alla legge vigente introdotta nel 2001 anche le persone giuridiche rispondono dei reati commessi da chi ha operato in nome e per conto delle società. Per ora, i magnifici otto sono stati avvisati della conclusione delle indagini si attende la comunicazione di rinvio a giudizio e nel caso di una eventuale condanna ne conseguirebbero le derivanti sanzioni sanzioni interdittive, che vanno dalla revoca delle autorizzazioni e delle licenze pubbliche all’esclusione dalle agevolazioni economiche.

Insomma per Soru le cose si son messe male, e visto che la comunicazione è giusta nel periodo di ferragosto l’uscita dalla corsa per le regionali si ravvisa derivante. Il procuratore stava anche indagando sul reato di aggiotaggio, da lì, infatti, era partita tutta l’inchiesta quando si era deciso di indagare sullo scissione di Tiscali Italia e Tiscali Service dalla loro società madre Tiscali Spa.

Era il 2005 e nel bilancio della società era stata inserita una plusvalenza di 162 milioni di euro, qualcuno ricorderà che i titoli Tiscali erano anche stati sospesi in borsa. Dopo aver attentamente visionate le carte, Massidda ha ritenuto non aggiungere anche il reato di aggiotaggio.

Da questa inchiesta, dunque, era poi nata quella sull’evasione fiscale chiusa con il rinvio a giudizio di Renato Soru il processo avrà inizio con l’udienza fissata il 24 maggio 2014.

Da sottolineare un altro elemento importante in questa vicenda, il procedimento è anche legato a una società inglese , la Andlas ltd, che al momento risulta controllata da Soru ed è , fin ora, rimasta inattiva . Il capitale di questa società equivale a 2 sterline, mistero anche sui soci di Soru nelle isole Vergini. Ci si chiede come sia possibile che una società con capitale 2 sterline possa aver prestato, nel 2004, a Tiscali 27, 5 milioni di euro. Ovviamente nessuno ne sapeva niente, nemmeno Soru e, c’è da crederci poco conoscendo la scrupolosità del personaggio.

Un’ultima osservazione, e qui bisogna dar atto a Soru per la capacità e la volontà di farsi da parte in una competizione politica per la guida di una Regione, la Sardegna, che certamente, anche a causa sua, non naviga in buone acque, seppur le acque del mare dell’isola rimangano limpide. Dovrebbe un po’ prenderne esempio l’ex presidente Berlusconi, che pur non poteva non sapere di cose le stesse capitando intorno. E, per riprendere anche il concetto espresso da Soru prima: “Si può fare politica in molti modi – ha detto – ma in politica, come nella vita, ci vuole generosità. Io non mi vergogno del Pd il mio compito sarà quello di dare un contributo per migliorarlo”.   , Provi, se vuole , a far politica da fuori, magari gli riesce anche meglio che da dentro. D’Alema docet.

pubblicato  anche su Alganews  blog giornale online di  Lucio  Giordano

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