Niente agibilità. Grazie.


di Antonella Soddu

Le posizioni, sulla condanna a Berlusconi, dei partiti non sono sufficientemente chiare, sono in qualche modo celate dietro quella cosa che tutti chiamano garantismo. Repubblica ha pubblicato il sunto della conferenza stampa, a tal proposito, del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, il quale poi ha prontamente tenuto a precisare : “Repubblica ha dato un sunto corretto della nostra posizione sul caso B. ma con un titolo sbagliato. Non abbiamo mai dichiarato che non avremmo votato la decadenza. Studiare le carte, ammettere gli stessi tempi usati per altri parlamentari, verificare le norme – ad oggi vengono lette in due modi opposti – e quindi esprimere un giudizio. Così fanno i garantisti. Anzi, così fanno quanti considerano gli avversari cittadini e non nemici.” Non mi è del tutto chiara questa posizione, certo è che, però, non bisogna star li a “studiare le carte” per valutare se Berlusconi sia vittima o no di una persecuzione giudiziaria. No, ne abbiamo avuto sufficientemente conferma, il terzo grado di giudizio ha messo fine alla vicenda, i partiti, dunque, si apprestino a dire SI o No a che alla sentenza venga data rapida esecuzione. Questo non ha nulla a che vedere con il garantismo. L’atteggiamento che si sta cercando di assumere in maniera piratesca, non trova nessuna giustificazione ne politica ne giuridica. La decadenza di Berlusconi avviene ipso facto, tergiversare su questo contribuisce ad accrescere l’intolleranza e il disamore dei cittadini verso la politica. E’ in atto un vero e proprio abuso dei termini garantismo e giustizialismo che solo in Italia prendono il posto di un identità politica velleitaria, nel resto del mondo ci si rapporta solo ai responsi di chi opera per conto della giustizia. C’è una condanna a 4 anni, che vi sia, poi, il condono che riduce la pena non comporta diversa valutazione. I partiti non si arrampichino sugli specchi, lascino che siano i difensori di Berlusconi a farlo, non facciano, dunque, da mosche cocchiere ad un delinquente abituale, ogni garantismo è fuori luogo. E’ del tutto fuori luogo che si faccia ora ricorso ad una nuova fase di garantismo data da un uscita/gaffe fuori luogo di un giudice poco accorto. Non facciano gli Azzeccagarbugli dei nostri tempi, non si ripeta il vergognoso voto sul caso Ruby. Tanti italiani sono del parere che sarebbe stato meglio far uscire Berlusconi dalla politica italiana usando la buona politica applicata che porta i numeri dalla cabina elettorale agli scranni del parlamento, ma, gli italiani sono anche convinti che la legge debba esser uguale per tutti e se persino Berlusconi stesso ebbe un giorno a dire: “Se evadi il fisco e vieni condannato è giusto farsi da parte” non si azzardino i partiti ne a contraddirlo o a pensare anche solo lontanamente di autorizzare la sua cosiddetta agibilità politica anzi, gli ricordino che lui ha pronunciato quella frase. In caso contrario. sarebbe un ulteriore insulto agli italiani. Giusto, di fondo, il concetto espresso in conferenza stampa da Nencini – un avversario politico non è un nemico – ma non si faccia passare Berlusconi per Mandela, niente forche si, ma, avanti con la decadenza senza ritenerla vergognosa. La legge deve esser uguale per tutti anche per chi ha governato l’Italia anzi, ciò non deve esser un deterrente per immunizzare i reati commessi nel corso dell’esercizio di mandato. Di fronte ad una sentenza definitiva è necessario seguire il corso della legge senza porsi contro la legge, avendo come riferimento non l’accanimento ma la Giustizia. I partiti ritrovino senso di responsabilità e coerenza rispettino la sentenza e non facciamo martire il più grande cambio idea ogni secondo della storia della seconda Repubblica. La commissione del Senato non deve diventare il quarto grado di giudizio. La sentenza della Cassazione deve essere applicata, prendano atto che esiste anche il dlgs Severino e non tentennino su giochi interpretativi, questo parla chiaro prevede la decadenza da incarichi pubblici, per incandidabilità sopravvenuta, per chi abbia ricevuto una condanna definitiva. Bisogna solo prenderne atto. Non vi è da aggiungere null’altro.

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