Decreto Lavoro: Le prime indicazioni Operative.


Circolare  31 Agosto 2013 – Decreto Lavoro: Le prime indicazioni Operative.

 

Ministero del Lavoro: la circolare sul Decreto Lavoro

 

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con la circolare n. 35 del 29 agosto 2013, ha definito le prime indicazioni operative per il personale ispettivo, nell’applicazione del D.L. n. 76/2013 (conv. da L. n. 99/2013) recante “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”.

 

La Circolare n. 35 del 29 Agosto 2013

http://www.mediafire.com/view/7vel5bld735ftd8/ML_circ_35_2013_Decreto_lavoro.pdf

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SCANDALO IGEA: UNA VERGOGNA PER LA SARDEGNA.


Qualcuno si era illuso che il voto di scambio avesse imboccato definitivamente il viale del tramonto, evidentemente non è cosi e, quando ci si trova in prossimità di elezioni, siano esse comunale, regionali o governative, non cambia, c’è sempre il furbetto di turno che tenta l’arrampicata. Solo che prima le arrampicate erano per un posto di lavoro ora sono mirate ad un posto tra i banchi della politica. Ed ecco che, come per magia, rispuntano i classici – tu votami, poi ci penso io per il lavoro – Il paradosso di tutto questo è che queste vicende accadono ancora dove la crisi economica è più conclamata dove, anziché liberarsi dai politicanti che promettono tanto per aver loro solo riscontro, si predilige continuare a cavalcare l’onda delle false promesse.

Questa volta il gioco è stato scoperto ad Iglesias, in quel sulcis martoriato dalla crisi, dalla disoccupazione tanto da meritarsi l’appellativo di provincia più povera d’Italia. La bufera giudiziaria si è abbattuta, forse non a ciel sereno, sull‘IGEA, agenzia regionale che si occupa delle bonifiche e della gestione delle aree minerarie dimesse in tutta la Sardegna.

La Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un inchiesta per peculato, turbativa d’asta e voto di scambio, sotto la lente degli investigatori anche le ultime elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale di Iglesias, e, a seguito delle indagini aperte, ieri i carabinieri hanno sequestrato, negli uffici della società IGEA per sequestrare documenti e apparecchiature informatiche.

E’ finito nel registro degli indagati anche un dipendente e sindacalista Uil. Il blitz dei carabinieri è stato indirizzato oltre che negli uffici della società anche nella sua abitazioni. Si vuole far luce sull’uso dei mezzi aziendali, sulla gestione delle scorte di carburante e sulla vendita di macchinari, attrezzature e materiali di cantiere. Un indagine complessa dunque, mirata a far luce su un sistema parallelo di gestione della società regionale che ha l’incarico di realizzare i lavori di bonifica in circa 31 mila ettari di aree minerarie dimesse.

L’IGEA conta 270 dipendenti. L’Inchiesta è partita da una serie di esposti e anche da alcune denunce pubbliche. Appena un mese fa Roberto Frongia, esponente dei riformatori, aveva sollecitato il commissariamento della società e chiesto spiegazioni sulla vendita di alcuni macchinari e sulla continua assegnazione a ditte esterne di appalti inferiori ai 40 mila euro. Nel mese di Gennaio 2013, inoltre la consulta delle associazioni per il Parco geominerario ha ugualmente presentato un esposto alla procura della repubblica di Cagliari, alla Corte dei Conti e alla Commissione Europea sulla concorrenza, per aver chiarimenti sulla spesa di 250 milioni di euro in 14 anni. L’esborso di tali somme avevano prodotto solo risultati modesti e continui passivi di bilancio. L’altra questione citata nell’esposto, riguarda un presunto traffico di gasolio venduto a prezzi scontati.

Apro una piccola parentesi, chi di noi non ricorda il lungo dibattito sui 451 milioni di euro finanziati per un tentativo di sviluppo economico diverso da quello chimico/minerario? – Cito, per ricordare meglio un pezzo tratto da un articolo pubblicato dal quotidiano regionale l’unione sarda – “E’ stato firmato un protocollo per lo sviluppo che prevede per 451 milioni di euro che prevedono alcune importanti linee. “Le linee-guida del ‘Piano Sulcis prevedono, indica il ministero dello Sviluppo: la salvaguardia del tessuto produttivo attraverso iniziative industrialmente sostenibili (con particolare riferimento al settore della metallurgia non ferrosa); la realizzazione di un centro di eccellenza ‘carbone pulito nel quadro di un polo tecnologico di ricerca e produzione di energia eco-compatibile; la realizzazione delle infrastrutture indispensabili a creare le condizioni per la realizzazione di nuove iniziative settoriali e imprenditoriali; l’individuazione di nuove prospettive di sviluppo con particolare attenzione alla filiera dell’energia pulita e dell’agro-energia eco-compatibile, del risanamento ambientale e del turismo; il lancio, entro febbraio 2012, di un concorso internazionale di idee per tradurre le ipotesi territoriali di sviluppo in un progetto concreto.” –

Ovviamente lungi da me dal dire che le due cose siano strettamente legate ma, ricordo benissimo la visita in Sardegna dell’allora ministro del governo Monti che fu calorosamente contestato e costretto alla fuga in elicottero.

Chiusa questa parentesi, mi viene da dire che nulla può rimanere sempre uguale tutto deve e può cambiare e il cambiamento siamo noi a doverlo volere senza dover far ricorso alal furbizia e all’umiliante, anche, scambio di voto. Noi sardi dobbiamo imparare a credere nelle nostre capacità inventive, professionali, dobbiamo prendere il coraggio a quattro mani e a mente aperta e costruitici il nostro futuro investendo sulle risorse umane e del territorio, anche l’agricoltura deve esser migliorata e modernizzata resa competitiva nel mercato , invece oggi e saldamente confinata nelle colture pseudo medievali.

Perciò via i corrotti, i politichini e i qui quo qua…, abbiamo aperte le porte delle elezioni regionali il prossimo 2014, vogliamo ancora dare fiducia a chi non la merita per poi trovare ancora sui giornali titoli vergognosi come questo che vede coinvolta l’IGEA ?

 

pubblicato  anche su Alganews  blog giornale online di  Lucio  Giordano

FALSO IN BILANCIO: LA PARABOLA DI RENATO SORU.


English: Renato Soru Italiano: Renato Soru
English: Renato Soru Italiano: Renato Soru (Photo credit: Wikipedia)

DI ANTONELLA SODDU

Si può fare politica in molti modi,  ma in politica, come nella vita, ci vuole generosità. Io non mi vergogno del Pd il mio compito sarà quello di dare un contributo per migliorarlo“.

Questo disse l’ex governatore della Sardegna Renato Soru. La rinuncia di Soru, tanto nobile quanto inaspettata e che molti avevano incamerato come un azione di buona visione del termine politica di cambiamento. Forse in cuor e mente sua è stato anche cosi ma, a voler ben vedere la questione in tutta la sua dinamica nella decisione di Soru è incisa sicuramente l’imminente chiusura delle indagini da parte del pubblico ministero Andrea Massida.

E il timore dell’applicazione della famosa legge Severino. L’inchiesta a carico di Soru e dei bilanci Tiscali era stata avviato nel 2010 ma, anche in precedenza il fondatore di Tiscali era finito sotto l’occhio della magistratura e della finanza . Esattamente nel 2008.

Insomma, circa 5 anni di bilanci aziendali ritenuti alterati e sopravvalutati, forse con la pura intenzione di nascondere il reale stato di salute delle aziende. Secondo il pubblico ministero, quindi, chi gestiva le due Spa – Tiscali e Tiscali Italia, quindi Renato Soru, non poteva non sapere. Gli indagati in questa vicenda erano inizialmente 18, sono scesi a 8.

Vediamo chi sono. Renato Soru, che è stato amministratore delegato di entrambe le aziende, dal 2009 in poi, ricoprendo contemporaneamente anche l’incarico di Governatore della Sardegna, Romano Fischietti, 47 anni, di Palermo ma residente a Cagliari, dirigente che predisponeva i documenti contabili (sotto accusa per il solo 2008) e i consiglieri Ernesto Fara, 41, di Carbonia ma residente a Milano (per il 2008), Salvatore Pulvirenti, 51, di Carloforte e residente a Elmas, Luigi Scano, 42, di Cagliari, Andrea Podda, 49, di Quartu, e Roberto Lai, 49, di Cagliari. Erano tutti consiglieri di Tiscali spa, Scano anche della Tiscali Italia (per la quale preparava i documenti contabili).

Il procuratore Massidda, esaminate le carte, contesta a tutti il reato di false comunicazioni inoltre, nel capo d’imputazione finale rientrano anche la Tiscali Italia e la Tiscali in quanto in base alla legge vigente introdotta nel 2001 anche le persone giuridiche rispondono dei reati commessi da chi ha operato in nome e per conto delle società. Per ora, i magnifici otto sono stati avvisati della conclusione delle indagini si attende la comunicazione di rinvio a giudizio e nel caso di una eventuale condanna ne conseguirebbero le derivanti sanzioni sanzioni interdittive, che vanno dalla revoca delle autorizzazioni e delle licenze pubbliche all’esclusione dalle agevolazioni economiche.

Insomma per Soru le cose si son messe male, e visto che la comunicazione è giusta nel periodo di ferragosto l’uscita dalla corsa per le regionali si ravvisa derivante. Il procuratore stava anche indagando sul reato di aggiotaggio, da lì, infatti, era partita tutta l’inchiesta quando si era deciso di indagare sullo scissione di Tiscali Italia e Tiscali Service dalla loro società madre Tiscali Spa.

Era il 2005 e nel bilancio della società era stata inserita una plusvalenza di 162 milioni di euro, qualcuno ricorderà che i titoli Tiscali erano anche stati sospesi in borsa. Dopo aver attentamente visionate le carte, Massidda ha ritenuto non aggiungere anche il reato di aggiotaggio.

Da questa inchiesta, dunque, era poi nata quella sull’evasione fiscale chiusa con il rinvio a giudizio di Renato Soru il processo avrà inizio con l’udienza fissata il 24 maggio 2014.

Da sottolineare un altro elemento importante in questa vicenda, il procedimento è anche legato a una società inglese , la Andlas ltd, che al momento risulta controllata da Soru ed è , fin ora, rimasta inattiva . Il capitale di questa società equivale a 2 sterline, mistero anche sui soci di Soru nelle isole Vergini. Ci si chiede come sia possibile che una società con capitale 2 sterline possa aver prestato, nel 2004, a Tiscali 27, 5 milioni di euro. Ovviamente nessuno ne sapeva niente, nemmeno Soru e, c’è da crederci poco conoscendo la scrupolosità del personaggio.

Un’ultima osservazione, e qui bisogna dar atto a Soru per la capacità e la volontà di farsi da parte in una competizione politica per la guida di una Regione, la Sardegna, che certamente, anche a causa sua, non naviga in buone acque, seppur le acque del mare dell’isola rimangano limpide. Dovrebbe un po’ prenderne esempio l’ex presidente Berlusconi, che pur non poteva non sapere di cose le stesse capitando intorno. E, per riprendere anche il concetto espresso da Soru prima: “Si può fare politica in molti modi – ha detto – ma in politica, come nella vita, ci vuole generosità. Io non mi vergogno del Pd il mio compito sarà quello di dare un contributo per migliorarlo”.   , Provi, se vuole , a far politica da fuori, magari gli riesce anche meglio che da dentro. D’Alema docet.

pubblicato  anche su Alganews  blog giornale online di  Lucio  Giordano

Parco di Molentargius. Vent’anni di sprechi?


Professional Institute of Agriculture and Envi...
Professional Institute of Agriculture and Environment “Cettolini” of Cagliari (Sardinia, Italy) (Photo credit: Wikipedia)

di Antonella Soddu

Vent’anni, esattamente dal 1992  al 2005,   di investimenti nel parco  di Molentargius. In vent’anni   finanziati  53 milioni  di  euro. Paradosso dei paradossi   è che   tutti  quei soldi sono stati  investiti  per una riqualificazione  che purtroppo  pare non riuscire a colmare le falde. il Parco non decolla  e i  53 milioni  di  euro investiti  sprofondano   insieme al parco.   Non sono   bastati i   53 milioni di euro, cosi  dicono,  ne  occorrono  altri, ribadiscono. Ovviamente vogliamo pensare che  se ne occorrono  altri   si  farà pure  qualche intervento  decente per   riparare  le ali  al parco  e consentirgli  finalmente di  farlo decollare, perché se così non fosse, come, i vari  enti coinvolto,  intendono  spiegare ai cittadini    tutte  queste spese  effettuate e la richiesta  di altri finanziamenti? Per adesso  dovranno spiegare alla  polizia  giudiziaria  alcune   cosette non di poca importanza.   Tempi addietro  venne sottoscritto un accordo di programma  tra  area protetta  di  Villasimuis  e Parco  di Molentargius  nel quale si prevedeva la nomina di un unico  direttore  responsabile  in modo  tale da consentire risparmi  di gestione  delle due aree . A  tal proposito,  dal  novembre del  2012,  da quando è stato nominato direttore,   Bruno  Pagliaga , come lui  stesso  afferma   “mi  divido tra  cagliari, tre volte la settimana, e  Villasimius.  Non ci sarebbe nulla di strano  se non fosse che  a  Villasimuis  lui risiede in casa di sua proprietà  mentre per i tre  giorni che soggiorna a Cagliari, alloggia in Hotel a  4 stelle – meno male che non son  5 –  Cosa  c’è di strano in tutto  questo  è presto detto, il suo alloggiare in Hotel  a Cagliari è costato fin ora, alle tasche  dei contribuenti  circa  8 mila  euro  come si  evince  dalle  due  determine degli  uffici  di Molentargius. Il capoluogo, Cagliari, dista da Villasimius  circa 50  km  ci si arriva  in 45 minuti in auto. intanto, ieri, la polizia  giudiziaria  ha  fatto   visita agli  uffici del parco di Molentargius per cercar di far luce  su un un convegno di  tre  giorni   svolto a  Gennaio e costato alle casse  circa 12 mila  euro. Ovviamente, i lavori  di  riqualificazione del parco   che durano da  20 anni  costati   fin’ora  53 milioni di euro, non bastano a coprire  i costi  dei  lavori  che, fortemente in ritardo, sono ancora da ultimare.

I NOSTRI CONSIGLI DI LETTURA: Silente pensiero d’eros


di Periclegreco

Il prossimo  Dicembre  si terrà a Roma, dal  5 all’ 8,   la  fiera del  libro, noi   di alternativasocialista ,   sperando  che la nostra compagna   Antonella Soddu possa  prender parte all’importante rassegna, vi  consigliamo  Silente pensiero d’eros  la sua ultima silloge poetica.

“Silente pensiero d’eros”
Categoria: Poesie
Autore: Antonella Soddu
La silloge racchiude dei componimenti poetici scambievoli in pathos e intime emozionalità. Ogni singola lirica scaturita da un ‘esegesi interiore interiore si pronuncia come autonoma voce c’un ripercorrersi, per mezzo della quale, il proprio io va rapportandosi all’altro nelle rimembranze di un vissuto d’un vissuto ancora indelebilmente presente.
Informazione del libro

ISBN : 2120009801908
Edizione : 1a
Anno pubblicazione : 2013
Formato : 15×23
Foliazione : 64 pagine
Copertina : Morbida
Stampa : bianco e nero
prezzo di copertina Euro 12
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=980190
Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

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Caro Pierluigi


di  Graziano Luppichini 

Pierluigi, ti ho sostenuto fino alla fine, riponendo fiducia in te sin dalla nascita del PD dal quale però, grazie ad uomini certamente non come te, sono dovuto fuggire. Per tenere in piedi quel partito, caro Pierluigi, hai dovuto barattare… l’unità con gli ideali e tu, braccio destro (o sinistro) di Romano Prodi, non sei stato messo in condizione di farne davvero un partito socialdemocratico europeo. Troppi ex comunisti e troppi ex democristiani ancora radicati al passato che hanno determinato la sconfitta di un progetto. Inoltre, come sempre, gli ex DC hanno vinto sugli ex PCI-PDS-DS, la cui unica preoccupazione era quella di emarginare gli ex PSI (salvo ricorrere poi alla cura Epifani, al quale comunque è stata chiarita la transitorietà dell’attuale incarico giacché macchiato del peccato originale), trasformando una speranza per gli italiani, in una rinascita democristiana incapace di parlare al cuore delle persone. Certo, ci sono tanti bravi personaggi, preparati, pronti, ma sempre democristiani con una cultura centrista lontana da quella socialdemocrazie che serve in questo nostro Paese.

 

E se Bersani  fosse stato abilmente silurato dai  suoi?   Magari a qualcuno è venuto il mal di pancia quando  ha cominciato a sentir parlare di adesione al PSE …

 

ma noi  non lo  diciamo a nessuno! – Periclegreco

 

EVASIONE FISCALE: UN ESERCITO DI ITALIANI SULLE ORME DEL CAVALIERE.


di Antonella Soddu

l tema dell’evasione fiscale è più che mai attuale. Fanno leva su questo, tutte le forze politiche ravvisando nella più ferrea lotta contro, uno degli strumenti più efficaci per il rilancio della nostra economia nazionale. Credo con molto fondamento. Andando a vedere i dati del primo trimestre 2013 e quelli relativi al 2012 l’Italia risulta esser al primo posto in Europa per evasione fiscale e nei primissimo posti nelle classifiche internazionali.

Nel circuito UE dopo di noi si piazza la Germania paladina della difesa dell’Austeriuty in casa d’altri. Anche secondo un rapporto della corte dei conti, l’ Italia è al primo posto con un rapporto sommerso/pil del 27% che tradotto in denaro, da tasse evase, equivale a circa 180, 257 miliardi di euro.

Per un approfondimento più dettagliato consiglio la lettura di un articolo pubblicato su Economy 2050 .

I numeri non devono però necessariamente farci pensare che il reato di evasione fiscale possa esser attribuito solo ai ricchi.

Non è cosi e lo sappiamo tutti molto bene, possiamo dire che in tal senso aveva anche ragione l’indimenticabile Alberto Sordi. L’indimenticabile attore sentenziò: “ In Italia non abbiamo la necessità di avere una costituzione cosi importante, basterebbe una costituzione con un solo articolo, fate un po’ come vi pare” e i più lo hanno letteralmente e materialmente preso sul serio.

In un servizio andato in onda questi giorni trascorsi su Agorà (Rai 3 ) si è messo in risalto come ci sia nel nostro paese anche chi si sappia abilmente cimentare nel valzer dell’evasione.

Se vogliamo, possiamo anche affermare che ci sono parecchi che fanno ricorso a tutta la loro agibilità in tal senso,  per usare un termine attualmente molto in voga.

Lasciatemi anche dire che non si può non rimanere esterrefatti quando ci si reca dal meccanico per la messa a punto periodica della propria macchina e ci si sente fornire il preventivo spese in questi termini: “Con l’Iva le costa tot., senza Iva le costa tanto: veda un po’ lei cosa le conviene di più”. Oppure vai dal dentista e al termine del lavoro ti vedi presentare il conto con la sottolineatura, puntuale alla tua espressione esterrefatta per il prezzo, naturalmente il prezzo è senza Iva. Vai dal parrucchiere fai taglio e shampoo, ti accingi a pagare e ti senti dire, 25 senza ricevuta fiscale altrimenti il prezzo sale.

L’onesto cittadino, voi direte, è anche colui che chiede la ricevuta infischiandosene altamente del fatto che comprenda l’Iva. Su questo non ci piove, è vero. E, allora, in questo senso, corrisponde al vero che la guardia alta dobbiamo, per senso civico, tenerla tutti, nessuno escluso a cominciare dal semplice cittadino, dagli amministratori locali, alle forze dell’ordine preposte. Non si può sempre sottovalutare, o per meglio dire, chiudere un occhio e talvolta anche due, su ogni cosa.

Non tralasciamo neppure l’argomento che spesso ricorre in merito al fatto che la pressione fiscale attuata in Italia è tra le più alte in Europa, si, questo è vero, ma, in Europa è radicato anche il comune senso civico che le tasse si pagano per il bene comune di tutti e, l’evasione è anche punita severamente.

Giriamoci pure intorno, ma alla fine la questione rimane quella, abbiamo molte tasse, pochi servizi derivanti e continua l’evasione data anche dai furbetti che alla fine penalizzano di gran lunga gli onesti.

Partendo delle piccole cose, come per esempio i servizi sociali ai cittadini, inutile affrontare, per cercar di risolverlo, l’ argomento grave carenza dovuta ai numerosi tagli dello spending review se poi accade, per esempio, che i servizi al cittadino messi a disposizioni dai comuni di residenza, che vanno pagati in funzione del reddito dichiarato e dimostrato con l’ISEE, quali asili nido, servizi civici, mense scolastiche, contributi spesa per l’acquisto di materiali scolastici etc., spesso sono elargiti anche ai furbetti di turno a discapito di chi realmente ne dovrebbe usufruire.

Allora, ci troviamo spesso a prender visione di graduatorie con inclusi nomi di persone che tutti i giorni vediamo in giro con vetture di valore che spesso nemmeno con lo stipendio di due anni un operaio potrebbe permettersi. Questi servizi spesso sono preclusi a chi realmente ne ha bisogno e spesso viene escluso in favore di chi magari evade il fisco, per esempio, con la non emissione degli scontrini o delle ricevute fiscali.

Ti capita, allora, di leggere in quelle graduatorie che una copia di operai precari che insieme hanno guadagnato, nell’anno precedente 3450 euro e quei servizi li devono pagare almeno per la metà. Poi vai al Caf e t’imbatti con un operaio che per 40 anni ha lavorato onestamente e onestamente ha pagato sempre le tasse. Lo ha fatto sempre in 40 anni di onorato servizio, ha sempre pagato le tasse, sia con le tanto odiate detrazioni in busta paga che attraverso gli odiati moduli per le denunce dei redditi e, sempre dopo i famosi 40 anni di onorato servizio, mentre dovrebbe godersi quella meritata pensione che molti di noi giovani con tutta probabilità non avrà mai, quell’operaio continua a pagare onestamente e con senso civico le tasse, lo fa, magari, presentandosi lo stesso giorno seguente che ha ricevuto il modulo Cud, presso il primo centro Caf più vicino. Sa che deve pagare le tasse e lo fa. Poi ci sono quei commercianti, artigiani che evadendo il fisco danneggiano gli stessi operatori appartenenti al loro stesso settore. Non condanniamo a prescindere tutti gli lavoratori di questi settori che ho nominato perché tra loro ci sono gli onesti che ogni giorno affrontano mille sacrifici e si dibattono tra mille cavilli di tasse e burocrazia ma, consapevoli del loro senso civico di cittadini onesti pagano regolarmente le tasse magari pagando anche quella percentuale non a loro dovuta ma eredità lasciata dai tanti colleghi furbi. E magari molti di questi onesti commercianti e artigiani non avranno neppure la possibilità di andare in pensione onestamente mentre, molti dei loro furbi colleghi in pensione già ci sono e continuano la loro attività abusivamente in nero e guadagnando forse anche più di quello che guadagnavano quando la loro attività era visibile.

E’ lecito domandarsi come sia possibile, per esempio, che tutti vedono, compresi amministratori e funzionari preposti, e nessuno dica nulla quando è palese, per esempio, che un artigiano parrucchiere in pensione adibisca in casa sua un’attività da parrucchiere abusiva con tanto di giorni di lavoro 7 giorni su 7 ad orario flessibile con prezzi scontati rispetto ai suoi colleghi ancora in attività, molti dei quali giovani che hanno anche chiesto un prestito per aprire un’attività che magari pagano regolarmente le tasse? E ancora, e giusto che uno improvvisi pasticciere e prepari in casa sua, in barba a tutte le più ferree norme igienico sanitarie – dolci, pasticcini, torte per compleanni, comunioni, cresime e feste di laurea su commissione ? Paradosso dei paradossi è che gli organi di controllo preposti abbiano il tendone sugli occhi, soprattutto nei piccoli paesi, e, badate, c’è pure chi giustifica queste cose.

Non so fino a quando questo sia lecito oppure no, oppure se quel che ho descritto rientri nell’affermazione del vice ministro dell’economia Fassina: “Senza voler strizzare l’occhio a nessuno , senza ambiguità nel contrastare l’evasione, ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno“.

Se la risposta è si, non lamentiamoci se allora siamo dentro una botte di melma dalla quale nemmeno l’autospurgo ci tirerà fuori. Intanto chi paga le conseguenze sono e continuano ad esser disoccupati, inoccupati, esodati, cassintegrati o in mobilità in deroga e, badate bene anche le 800 euro al mese di mobilità costituiscono reddito e si paga.

Ovviamente a pagare le conseguenze sono anche coloro che scelgono di avviare una attività imprenditoriali magari sottoscrivendo un prestito agevolato per le imprese.

Quel giovane li pagherà le tasse, se pur in forma agevolata ma, avrà una concorrenza ferrea e occulta al fisco. Come il caso del pasticcere improvvisato in casa. Allora, siamo un po’ tutti Berlusconi.

pubblicato anche su Alganews  blog giornale online di Lucio  Giordano