SARDEGNA: LA STRANA IDEA DI SVILUPPO DEL GOVERNATORE CAPPELLACCI.


di Antonella Soddu

La Regione Sardegna investe sull’acquisto di 30 mila tablet per gli studenti della superiori – “stiamo investendo sui nostri giovani” – dice  il Governatore  Cappellacci. I mal  pensanti affermerebbero che il miglior investimento lo ha fatto la ditta  che si aggiudicherà la fornitura dei  tablet. C’è un po’ d’assurdo in quest’investimento per il futuro che rende tanto soddisfatto Cappellacci, non dimentichiamoci  le prossime elezioni regionali del  2014,  c’è nel momento in cui  l’intera economia  regionale sarda  è allo sfascio e verso la quale  negli ultimi cinque anni  non è stato fatto un solo passo avanti perché si  potesse anche solo intravedere un segnale di miglioramento. Sono aumentati i disoccupati  in tutti i settori lavorativi, è assente qualsiasi politica sociale di sostegno  a cassaintegrati e lavoratori in mobilità. A tutt’oggi, infatti, sono ancora bloccati  i fondi messi a disposizione per i saldi della semestralità 2012 e per i primi   sei mesi 2013.  Nessuna risposta  in merito  viene dall’assessorato al lavoro e alle politiche sociali della regione sarda  però, hanno pensato bene  di investire  sul futuro dei nostri giovani  con un investimento che sa tanto di regalo  di Natale anticipato per numerosi studenti  di  prima e seconda superiore. Proprio  ieri la ministra  Carrozza  invitava  gli insegnanti e gli stessi alunni a leggere durante le vacanze. Un suggerimento che posso  tranquillamente dire di condividere in pieno, anche  a costo di apparire all’antica ma il tablet a scuola mi sembra solo uno spreco inutile di soldi. Volete  mettere  un bel libro da sottolineare, da scriverci accanto al testo commenti e appunti, da sottolineare e attaccarci i post it nelle parti più importanti con  un tablet col testo e la perenne finestrella di facebook ridotta ad icona.? I costi  poi,  il costo medio di un tablet  oscilla  tra i  200  e i  300  euro, ci rendiamo conto? Trentamila tablet, non voglio farla l’operazione ma se immagino il risultato credo dia sempre qualcosa in più di un libro di testo.  Cappellacci ha pensato a quanta gente senza lavoro potrebbero esser destinati i fondi?  Oppure, quegli stessi fondi potrebbero esser destinati all’acquisto dei libri di testo per studenti le cui famiglie gravano in serie difficoltà economiche. No, sarebbe chiedere troppo, il nostro Ugo viaggia già da tempo in direzione campagna elettorale. A me questa storia dei tablet ricorda tanto la brillante idea delle LIM lavagne magnetiche, quelle comprate per risparmiare sui gessetti e sui cancellini, che tempi quando l’insegnante si voltava all’improvviso e mirava l’alunno distratto con il cancellino! Per chi non è informato in molte scuole italiane, non in tutte, la Sardegna anche in questo caso ha fatto da apri porta, stanno ancora aspettando, in altre ci sono ma per usarle serve un pennarello che quando esaurisce ne devi chiedere uno in sostituzione e se ti va bene lo hai altrimenti ti senti rispondere – “non si può costa troppo” – L’amara è triste realtà di una scuola che non ha i soldi per pagare docenti, supplenze, corsi di recupero, docenti di sostegno, carta per fotocopie, sapone lavamani e carta igienica ma è dotata di LIM e Tablet per investire sul futuro dei giovani quando padri e madri di questi giovani non sanno come sbarcare il lunario per aver perso il lavoro, quando il livello di recupero edilizio delle nostre scuole equivale al sotto zero. I problemi della scuola sarda sono tanti e seri. Entrando nel sito della Regione Sardegna è possibile aver un idea su a che punto sono le politiche per l’istruzione, si è stato rimandati ad una pagina le cui  informazioni più recenti  risalgono al  2009, sono  incredibilmente spariti i contributi per chi i libri li ha acquistati, compresi quelli  della scuola dell’obbligo e le borse di studio.

Ugo, lo abbiamo capito, marci  spedito verso le regionali 2014 ma,  non ti è forse ben chiaro che i sardi son  stanchi.

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