Il pacchetto lavoro cerotto


di Antonella Soddu

Non è che la maturità o la laurea non vale una pizza, non è che al lavoro hanno diritto solo diplomati e laureati, non è che al lavoro hanno diritto solo i privilegiati. Non è che per forza di cose un non diplomato o non laureato non abbiano sufficiente preparazione e professionalità, no; anche questa tipologia di persone – posso permettermi di chiamarmi ancora persona? – hanno il diritto e il dovere di concorrere allo sviluppo della nostra nazione. Oppure sono ora improvvisamente diventati dei relitti della società destinati ad lenta e progressiva sparizione dallo status civile di cittadino italiano. – Lo stato, o meglio, è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese. – Non mi pare che questo principio fondamentale di libertà, moralità e dignità si a cosi vecchio e decrepito da esser considerato una palla al piede per lo sviluppo della nostra società tanto da giustificare l’assurdo pacchetto lavoro varato ieri dal governo con il solo intento di avere in mano qualcosa che giustifichi il compito e la legittimità di questo governo fantoccio agli occhi dell’ Europa. Non si può pensare di portare soluzioni al grave problema del lavoro apponendo sopra questa grave ferita cerotti che si levano dopo alcuni minuti sottoponendo la ferita ad altre ulteriori infezioni. I livelli di disoccupazione giovanile sono aumentati, nel corso degli ultimi due anni, dal 27% al il 40% su scala nazionale ma, se andiamo a vedere i tassi relativi alle varie regioni italiane ci rendiamo conto che la situazione e peggiore sopratutto in quelle aree del mezzogiorno, tra cui la Sardegna, in cui il tessuto sociale è oramai completamente scollato. La Sardegna, muore sotto i colpi dell’indifferenza politica e delle istituzioni che non sono in grado di apportare nemmeno il primo soccorso. Qui la disoccupazione non colpisce solo i giovani dai 15 ai 25 anni e quelli da 18 a 29, ( per esser precisi i destinatari delle agevolazione del pacchetto appena varato ), qui in quest’isola paradiso tanto bella quanto maledetta, la disoccupazione colpisce maggiormente quelle fasce d’età che superano i 35 anni, quelli che sono oramai solo gli ultimi degli ultimi, i dimenticati, i cancellabili dalle liste anagrafiche dello stato.Padri e madri di famiglie che non essendo più nel fior fiore degli anni hanno perso tutto, hanno perso la capacità di poter provvedere al sostentamento della propria famiglia e, con esso la dignità poca ancora rimasta. Nessuno si prende l’onere di assumere un 40 enne, è troppo avanti con gli anni, nessuno si prende l’onere di assumere un 50 enne, è troppo avanti con gli anni. Intanto quei 40 enni e quei 50 enni non avranno nemmeno possibilità di accedere alle pensioni e qui pochi contributi pagati allo stato andranno nel dimenticatoi; non serviranno al raggiungimento della pensione. Chi metterà il tappo a questa fuoriuscita dal pacchetto lavoro Letta? Ieri nel cagliaritano altri due suicidi, un commerciante di tessuti, si è impiccato nel suo negozio, affranto e distrutto dai debiti, di sera è stato rinvenuto il corpo dell’ operaio cassaintegrato di Assemini. Intanto, visto che il governo per gli affari correnti Monti, aveva sbloccato i fondi per le cassaintegrazioni e le mobilità in deroga e a questi si sono aggiunti i 30 milioni di euro da parte della regione Sardegna, ci stiamo tutti domandando che fine abbiano fatto questi soldi considerato il fatto che allo stato attuale ne Inps ne sindacati sanno nulla e non possono nemmeno ricevere le domande per avviare la procedura di pagamento. Intanto partono distacchi forniture elettriche e acqua. La Senatrice sarda m5s ha pianto durante il suo intervento in aula, ha commosso un pò tutti, ha pianto perché conosce al nostra realtà. L’ isola non ha più nulla da offrire, è un isola che abbraccia i turisti che ancora possono permettersi una vacanza e per molti sardi che il mare e le bellezze le hanno in casa, è difficile persino raggiungerle. Tutti si stanno vendendo tutto, proliferano anche qui i compro oro, camperanno finché anche l’ultimo prezioso di famiglia non sarà ceduto. Camperanno un mese, forse, e poi? Fabbriche chiuse dal nord al sud della Sardegna, comparto agricolo e pastorizio fermo, edilizia manco a parlarne, pesca ridotta al collasso per i tanti fermi imposti. Trasporti e commercio perennemente colpiti da rincari dei prezzi da e per la penisola. Insomma, chi più ne ha più ne meta. Ma, già, si è pensato di mettere una pezza fino ai 29 anni. Mi sorge un dubbio, non è che l’intento sia quello di riportare l’Italia ad esser nazione giovane anagraficamente? Non vorrei dirlo ma è cosi, siamo certi che tutto questo sia solo ed esclusivamente colpa della riforma Fornero o qualche fetta grossa di responsabilità l’ha la riforma Biagi?

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