Tra fatti e misfatti, deve prevale il buon senso…


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Nel 1992 l’Italia intera si scandalizzò per quella bufera che travolse la politica italiana; tangentopoli. Fu spazzato via uno dei più vecchi, per storia e lotte politiche, partiti italiani, il Psi. I Pm di mani pulite, come fu allora chiamato il fascicolo d’inchiesta, fecero una quadrata pulizia – forse non molto attenta – Qualcuno, forse, s’illuse che dopo quei fatti inconsulti si potesse cambiare il modo di attuare il concetto di Politica nel nostro paese, ma, da quei fatti, pare sia scaturito non tanto un polverone, ma direi piuttosto un incessante Tsunami che, chi più ne ha più né meta.

Tale fatto di tangentopoli ha lasciato strascichi che si ravvisano, oggi, nella mala gestione della cosa pubblica messa in atto dagli uomini che propostosi per il cambiamento di rotta hanno invece invertito la rota tornando al punto di partenza verso la nuova corsa. La conseguenza diretta è la grave crisi economica politica che sta bloccando l’Italia.  Vogliamo un colpevole? Ci sono, sì perché i colpevoli sono gli uomini e non dalla politica. Lo sono perché hanno inteso la politica come interesse unilaterale mirato all’acquisizione di privilegi per pochi e cosi facendo hanno portato ad un dissesto finanziario l’intera nazione. In questo situazione è messo in discussione lo stesso concetto di politica che, ricordo, nacque in quella Grecia che oggi si trova stretta nella morsa di una “dittatura” bancaria attuata da quelle nazione che invece dovrebbero celebrarne l’attuazione mirata alla democrazia e uguaglianza di diritti tra le genti. La stessa democrazia, oggi, s’è trasformata nel più gran regime dittatoriale dopo quelli che hanno contraddistinto il passato. Ieri qualcuno mi ha posto una domanda: “Ma ti piace cosi tanto la politica?” – Ebbene, non mi piace la politica ma, bensì la POLITICA, quella per cui è necessario ricordare il concetto fondamentale; “Partecipazione”, che non significa necessariamente mettersi in discussione proponendosi per una candidatura ma, bensì ponendosi in discussione sul nostro grado di conoscenza di tutte quelle elementi che determinano le decisioni assunte in parlamento, in consigli regionali, provinciali e comunali. Spesso è rilevante la nostra “ignoranza” verso tutto quello che è un discorso di forme e discussioni da cui scaturisce il cosiddetto passaparola intriso sovente di retorica. La domanda principale è – quanti di noi si prendono la briga di ascoltare, per esempio, un consiglio comunale che possa nel suo piccolo farci capire il funzionamento di quella burocrazia amministrativa tanto criticata e quali siano i suoi derivati?  – Se lo facessimo più spesso ci renderemmo conto di quanta retorica contraddistingue il nostro giudizio finale piuttosto che, invece, la capacità di proporre argomentazioni che siano mirate non tanto al dire ma, quanto per porre l’accento sul necessario bisogno di un cambiamento radicale di tutto un sistema contaminato non dalla Politica corrotta ma, dal politico corrotto. Altra elemento che determina il passaggio del coltello dalla parte del manico a questi corrotti è la nostra palese disinformazione. E’ come affermare che tutte le maggiori dittature sono nate infliggendo al popolo l’ignoranza. Ma, è altresì vero che l’ignoranza va combattuta in primis da chi non conosce. Quindi alla domanda sul perchè mi piaccia la politica, rispondo: – per tenermi aggiornata sui fatti- per comprendere i fatti nella loro complessità- per partecipare- per la riscoperta di Politica e l’abbattimento della politica dei corruttori.  – Antonella Soddu

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